
Lo scorso 29 aprile, si è tenuta una seduta del Consiglio comunale di Taverne-Torricella. Nel corso del dibattito (vedi estratto del verbale, allegato) un Consigliere comunale ha dichiarato che: «il Consiglio comunale, nel corso degli ultimi anni, ha dovuto camuffare entrate per non perdere il contributo di livellamento. Crede nella stabilità finanziaria delle entrate del Comune proprio in virtù della stratificazione dei contribuenti. Circa il contributo di livello, ritiene che occorra mettersi d’accordo. Abbassare il moltiplicatore e ottenere meno contributo di livello o viceversa?». Quest’affermazione, come detto pronunciata in Consiglio comunale, necessita - a giudizio degli scriventi - di venire approfondita dalla competente autorità cantonale. Ciò a maggior ragione nel momento attuale, che vede svolgersi il dibattito sulla revisione della LPI. Il principale Comune pagante, ossia la Città di Lugano, contesta energicamente l’ammontare dei contributi che gli vengono richiesti, mirando ad ottenere uno sconto importante. Nel dibattito sulla modifica della LPI sono stati evidenziati i punti deboli della situazione attuale, in particolare la mancanza di controllo su come i Comuni beneficiari utilizzano i fondi perequativi, ed il fatto che questi ultimi vengano consumati nella gestione corrente, senza quindi portare ad un rafforzamento dell’assetto dei Comuni riceventi. In questo contesto, l’affermazione che un Comune potrebbe avere «camuffato entrate per non perdere contributi» risulta di particolare gravità, e non può essere semplicemente lasciata cadere nel vuoto senza verifiche sulla sua fondatezza o – si spera - infondatezza. Chiediamo pertanto al lodevole Consiglio di Stato se è stato informato dell’affermazione, pronunciata da un Consigliere comunale durante la seduta del Legislativo, che il Comune di Torricella-Taverne avrebbe per anni «camuffato entrate per non perdere contributi di livellamento». E’ intenzione del Governo verificare la fondatezza o infondatezza di tale asserzione? Se no, per quali motivi? Nel caso l’affermazione risultasse fondata, quali sarebbero le conseguenze? I deputati Lorenzo Quadri e Tullio Righinetti
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