
Di recente la SUPSI in collaborazione con l’ USI ha redatto uno studio sulle conseguenze delle chiusure della galleria autostradale del San Gottardo. Secondo questo studio, il raddoppio del traforo non sarebbe conveniente dal profilo economico. Tuttavia nel calcolo del danno economico arrecato dalla chiusura del traforo autostradale al Ticino, vengono prese in considerazione solo le presunte perdite delle industrie del settore secondario. Ciò malgrado appaia evidente a chiunque che a soffrire a seguito di una prospettata chiusura almeno triennale del tunnel per lavori di grande manutenzione non sarebbe solo il settore secondario, ma anche molti altri rami economici. A partire dal turismo che già ora – come testimoniano recenti interventi - non sembra procedere a gonfie vele. C’è quindi da chiedersi quali siano le ragioni che hanno portato all’elaborazione di uno studio “monco”. Si spera non si tratti di una volontà di ingerenza politica. Al proposito, si ritiene necessario che l’autorità cantonale insista presso quella federale affinché non avvenga chiusura del tunnel autostradale del Gottardo in mancanza di un secondo tubo che garantisca comunque il collegamento su gomma, appurato come la ferrovia non costituisca in nessun modo un’alternativa plausibile. Chiedo pertanto al lodevole Consiglio di Stato: come valuta il CdS lo studio SUPSI/USI sulle ricadute economiche della chiusura del tunnel autostradale del San Gottardo? A mente del CdS, il fatto che esso consideri solo le ricadute sull’industria, non lo rende poco attendibile? Il CdS ha intavolato trattative con l’autorità federale onde evitare una chiusura triennale del traforo autostradale del San Gottardo senza prima aver realizzato un secondo tubo? Quali passi sono stati finora intrapresi, e con quali partner, per evitare che il Ticino rimanga “tagliato fuori” dall’asse stradale nord-sud per oltre tre anni a seguito dei lavori di grande manutenzione del traforo del Gottardo? Lorenzo Quadri, deputato della Lega in Parlamento
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