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Lorenzo Quadri: Castelgrande, chi sapeva, oltre ai funzionari?
Redazione
16 anni fa

Si apprende dalla stampa (GdP 14.4.10 e CdT 15.4.10) che il governo ha diffidato i gestori del ristorante Castelgrande a riconsegnare i locali entro il 31 maggio del corrente anno. Questo malgrado sia ancora pendente una causa civile davanti al Tribunale d’appello. Decisione apparentemente non ancora presa e contro la quale, eventualmente, i gestori potrebbero ancora ricorrere al Tribunale Federale.Il CdT fa riferimento ad alcune email anonime giunte ai clienti del ristorante nel febbraio di quest’anno che annunciavano la chiusura del ristorante per il 31 maggio. Questo è accaduto quando nessuno aveva parlato di tale data; se ne deduce che chi ha mandato gli scritti anonimi sapeva quello che solo i funzionari potevano conoscere. E’ quindi lecito chiedersi se tra gli autori degli scritti anonimi non ci siano uno o più funzionari statali o se questi ultimi, violando il segreto d’ufficio, non abbiano collaborato con gli estensori di tali scritti indicando loro la data prevista per lo sfratto con largo anticipo. Qualsiasi cosa sia capitata è lecito dedurre che ci sono uno o più funzionari che conoscono l’identità degli estensori degli scritti anonimi che la magistratura penale sta cercando di identificare. Alla luce di quanto sopra si chiedo al Consiglio di Stato: è prassi comune del Governo quella di sfrattare inquilini quando le vie legali sono ancora pendenti e non esaurite? E' intenzione del Consiglio di Stato aprire un’inchiesta amministrativa utile a fare totale chiarezza su quanto accaduto nella vicenda degli scritti anonimi sopra citati? Ci permettiamo infine di sollecitare risposta all’interrogazione del 22 maggio 2009 (vicenda ristorante Castelgrande di Bellinzona: si chiede chiarezza) tutt’ora pendente. Lorenzo Quadri, deputato Lega

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