
I premi di cassa malati sono ormai diventati un vero e proprio incubo per troppi ticinesi. Non solo gli annunciati aumenti del 6.4% per il 2011 non stanno né in cielo né in terra, ma molta gente, magari anziana, si è trovata confrontata con una pillola molto più shockante. Anche del 30, o addirittura del 40%! A queste persone non resta che cambiare cassa malati, sperando di non cadere dalla padella alla brace. Ma non si può neppure pretendere che gli assicurati, magari anziani, cambino assicurazione malattia ogni anno. Non è accettabile. Come non lo è che i premi di cassa malati in Ticino continuino ad aumentare, mentre la spesa sanitaria è ferma al palo. Questo succede perché ci sono Cantoni della Svizzera interna, in cui gli stipendi sono più alti che in Ticino, ma dove si pagano premi di cassa malati troppo bassi, che non coprono i costi. Così in questi Cantoni – tra cui spicca Berna – si creano dei buchi. Buchi che, ormai è chiaro, vengono toppati utilizzando le pingui riserve cumulate in Ticino e in alcuni altri Cantoni. Cumulate facendo pagare premi eccessivi agli assicurati di questi Cantoni “sfigati”. Un travaso di risorse a tutti gli effetti, che sottrae a chi sta peggio per dare a chi sta meglio. Robin Hood al contrario. Non deve sorprendere che nei Cantoni a premi “artificialmente” bassi (con le risorse altrui) i cittadini votino contro la cassa malati pubblica nazionale. Con i risultati che sappiamo. L’Ufficio federale della Sanità, chiamato ad approvare annualmente gli aumenti di premio, dovrebbe vigilare per evitare distorsioni. Ma non lo fa: prende per oro colato le indicazioni fornite dagli assicuratori malattia. Così è stato sotto Couchepin (legato a filo doppio alle potenti lobby delle casse malati), così è sotto Burkhalter. Le proteste del Ticino, dove grazie all’Ufficio dell’assicurazione malattia del DSS (ufficio che il Consiglio di Stato ha deciso di smantellare, scelta a dir poco sconsiderata) si è potuto studiare a fondo il problema, sono rimaste inascoltate. Malgrado fossero presentate con tanto di prove e di documentazione alla mano. Intanto i morosi, ossia le persone che non riescono a pagare i premi di cassa malati e quindi si vedono sospendere la copertura, in Ticino sono oltre 16mila. Tra questi, è indubbio, ci sarà anche chi non paga di proposito. Ma non ci si può venire a dire che tutti e 16mila i sospesi sarebbero in grado di pagare i premi, ma non lo fanno per cattiva volontà od incapacità di gestirsi. Una cosa è certa: col sistema attuale non se ne esce. E’ da quasi un decennio che si tenta di raddrizzarlo. Senza esito. E allora bisogna cambiare. Ma in fretta. Lorenzo Quadri, deputato in Parlamento per la Lega dei Ticinesi
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