
La posa della prima pietra del collegamento ferroviario tra Stabio e Arcisate è avvenuta in data 24 luglio 2009. Ma, ad oltre 13 mesi di distanza, i lavori non sono ancora iniziati. Adesso, come rileva il quotidiano la Regione Ticino del 27 agosto us riprendendo e confrontando i comunicati stampa delle FS e i verbali degli incontri tra sindacalisti e rappresentanti della ditta che ha ottenuto gli appalti per i lavori su tratta italiana, le date di inizio dei lavori effettivi risultano essere slittate da inizio 2010 a settembre 2010, quest’ultimo termine indicato con il condizionale (“dovrebbero iniziare”). Simile slittamento si manifesta logicamente pure nei termini di consegna dell’opera, passati dal 2013 annunciato al momento della posa della prima pietra, al 2014. Nel settembre 2007 il Gran Consiglio aveva accettato con il messaggio n. 5902 la concessione di un credito di 72 milioni di franchi quale «contributo per la costruzione del nuovo collegamento ferroviario Lugano (Chiasso-Como)-Mendrisio-Varese-Gallarate-Aeroporto di Malpensa (FMV) nell'ambito del sistema ferroviario regionale Ticino-Lombardia (TILO)». Già allora, durante il dibattito granconsigliare, venne sollevato il problema della ricorrente mancanza di simmetria, in materia di tempistica nello svolgimento di grandi opere pubbliche, tra la Svizzera e l’Italia. Col rischio, non astratto, che, in caso di progetti congiunti, la parte elvetica adempisse diligentemente ai propri impegni, costruendo e finanziando, mentre quella italiana - complice magari anche dei cambiamenti d’indirizzo a livello governativo – si comportasse diversamente. Rispondendo, in data 30 giugno 2009, all’interrogazione 117.09, il CdS scriveva di reputare che l’(allora) «annunciata cerimonia ufficiale del 7 luglio (che si è poi tenuta solo il 24 luglio, ndr) per l’avvio dei lavori su tratta italiana», alla presenza di importanti personalità politiche della Vicina Penisola (non comunque quelle indicate nel CdS nella sua risposta, ndr), «costituiva la miglior risposta ai dubbi sulla serietà delle intenzioni della controparte italiana». La cerimonia di posa della prima pietra si è tenuta 13 mesi orsono, ma i lavori non sono ancora iniziati. Questo, malgrado tutto, qualche dubbio lo fa (ri)nascere. Chiedo pertanto al lodevole Consiglio di Stato: la situazione attuale, ossia il fatto che, a 13 mesi di distanza dalla posa della prima pietra, i lavori su parte italiana della Stabio-Arcisate non siano ancora iniziati, costituisce ancora «la miglior risposta ai dubbi sulla serietà delle intenzioni della controparte italiana»? Come valuta il CdS la tempistica di cui al punto precedente? Il CdS è stato informato dalla controparte italiana dello slittamento sia della data dell’inizio dei lavori, sia della data della loro fine? Non teme il CdS che questi ritardi possano essere solo i primi di una lunga serie? Lorenzo Quadri, deputato della Lega in Gran Consiglio
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