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Lorenzo Quadri - Accordi con l'Italia: che fretta c'è?
Redazione
14 anni fa

Secondo quanto annunciato pubblicamente negli scorsi giorni dal CF Burkhalter, le trattative con l’Italia in materia di segreto bancario, liste nere, imposizione dei frontalieri, dovrebbero ripartire il 24 settembre prossimo. Il Consiglio nazionale, seguendo il Consiglio federale, ha nel frattempo inferto un ulteriore colpo al segreto bancario, prevedendo che a tutti gli Stati che concluderanno accordi fiscali internazionali con la Svizzera saranno consentite le “domande raggruppate”, la cui differenza con le “fishing expeditions” è quanto mai labile. C’è da chiedersi a questo punto quale vantaggio possano portare alla piazza finanziaria ticinese in particolare e svizzera in generale degli accordi con l’Italia, dal momento che, a seguito di un quadro normativo in continuo peggioramento, questi ultimi comportano un inaccettabile svuotamento del segreto bancario. A maggior ragione che l’instabilità politica ed economica della vicina Penisola dovrebbe semmai suggerire alla controparte elvetica di non avere fretta. Chiedo al CF: Come si giustifica l’apparente fretta di concludere con l’Italia accordi fiscali internazionali che svuoteranno il segreto bancario, provocando di conseguenza migliaia di disoccupati sulla piazza finanziaria ticinese? Non ritiene il CF che nelle trattative con l’Italia, invece di accorciare i tempi, sia preferibile diluirli, preservando il più a lungo possibile il segreto bancario, vista l’instabilità politica ed economica della vicina Penisola? Non ritiene in sostanza il CF che degli accordi affrettati dalla malsana ossessione del “mettersi in regola (?) in fretta e a tutti i costi” costituiscano un errore, mentre invece una tempistica più diluita possa permettere di spuntare condizioni migliori? Lorenzo Quadri CN Lega

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