Cerca e trova immobili
Ospiti
Lorenzo Jelmini - Ramo dell’abbigliamento: ampliare l’offerta formativa!
Redazione
11 anni fa

Il settore dell’abbigliamento ha conosciuto negli ultimi anni un interessante riorientamento. Al precedente indirizzo produttivo, che aveva prevalso per decenni ma che era andato progressivamente assottigliandosi per la concorrenza dei Paesi a basso costo del lavoro, è subentrato un riposizionamento su attività di gestione dei grandi marchi della moda e di logistica integrata.

Questo nuovo profilo è andato di pari passo con la conquista di una posizione più significativa all’interno del panorama economico cantonale. La cifra d’affari, il volume occupazionale e l’apporto fiscale ne fanno un ramo particolarmente promettente. Dal profilo dei posti di lavoro, le persone occupate possono essere stimate a circa due migliaia (contro le circa 1’300 occupate nella produzione di capi di abbigliamento). Ad essere apprezzabile non è solo il volume di posti di lavoro offerti ma anche la presenza di attività particolarmente qualificate e sovente anche ben rimunerate.Ruotando attorno a prestigiosi marchi internazionali della moda, ne deriva oltretutto per il Ticino un lusinghiero riverbero di immagine.Si aprono perciò spazi occupazionali interessanti anche per la manodopera locale che non ha però finora potuto adeguatamente beneficiarne. Sia una considerazione ancora frammentaria dei bisogni del territorio ad opera di queste imprese, sia una insufficiente corrispondenza tra i requisiti richiesti e le competenze in possesso dei candidati locali hanno finora ostacolato un maggiore inserimento di manodopera locale.Sul primo aspetto le parti sociali stanno impegnandosi nell’attirare l’attenzione delle imprese sulla loro responsabilità verso il Cantone di insediamento.Rispetto al secondo tipo di ostacoli si pone la necessità di offrire occasioni formative e curricoli in adeguata sintonia con le esigenze delle imprese peraltro molto orientate al mercato mondiale.Alla luce di quanto rilevato chiedo al Consiglio di Stato:- se condivide l’utilità di approfondire e analizzare, in collaborazione con le imprese del ramo e le parti sociali, i bisogni formativi del settore della moda;- se non ritiene opportuno assegnare alla Scuola universitaria professionale o subordinatamente alla stessa Scuola dei tecnici dell’abbigliamento il mandato di svolgere questa analisi e di successivamente varare corsi “en emploi” o curricoli che concorrano a coprire maggiormente le esigenze che si pongono nell’ambito della gestione dei grandi marchi della moda.

Con distinti ossequi

Lorenzo JelminiPartito Popolare Democratico

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata