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Lorenzo Jelmini - Personale dello Stato: salari da migliorare
Redazione
14 anni fa

Il Comitato OCST dipendenti dello Stato, in vista dei prossimi incontri con il Consiglio di Stato sul tema della politica del personale, ritiene necessario ribadire l’importanza di dare seguito ad alcune rivendicazioni da tempo presentate dall’OCST. In previsione della riforma dello statuto della cassa pensioni, per la quale si attende il messaggio da parte del Governo e che presumibilmente comporterà alcuni peggioramenti delle prestazioni necessari per il risanamento, occorre prevedere una forma di compensazione con il riconoscimento delle rivendicazioni da tempo presentate. Il Comitato OCST ribadisce la necessità di questa riforma dettata dalla precaria situazione finanziaria della Cassa, il cui disavanzo tecnico a fine 2011 ammontava a 1’958 mio di CHF e il cui grado di copertura è sceso al 62,7% (64,5% a fine 2010). I problemi della Cassa pensioni, di tipo strutturale, necessitano l’avvio della riforma anche perché con il piano di risanamento la Cassa beneficerà di un afflusso rilevante di mezzi supplementari tramite l'aumento dei contributi del datore di lavoro e il contributo di risanamento ricorrente a carico del Cantone. In merito alle rivendicazioni, il Comitato OCST ritiene prioritario che il Governo accetti di risolvere concretamente i punti già segnalati, e più precisamente: 1. rivalutazione generale degli stipendi per recuperare il rincaro perso negli ultimi 15 anni con la mancata concessione del carovita integrale e mantenere attrattive le funzioni; 2. soppressione delle misure di risparmio sugli stipendi ed in particolare • le due classi di stipendio in meno per i docenti e gli impiegati neoassunti; • il 3% di riduzione dello stipendio per il primo anno di attività per tutti i neoassunti ai quali non è applicata la prima misura di riduzione di due classi; • il 20% di riduzione ai collaboratori assunti come supplenti con lo statuto di ausiliari; • la riduzione della retribuzione degli stagiaires alunni giudiziari (che sono retribuiti oggi con 1'500 franchi mensili); • la penalizzazione applicata ai docenti neoassunti nei primi due anni di attività. 3. riduzione del tempo di lavoro e più precisamente: • diminuzione graduale dell'orario lavorativo per gli impiegati a 41 poi a 40 ore settimanali; • diminuzione di un’ora-lezione dell’orario settimanale d’insegnamento dei docenti da 50 anni di età, rispettivamente di due ore-lezione da 55 anni. 4. diminuzione del precariato nell’amministrazione cantonale e nella scuola con la trasformazione in nomina dei contratti d’incarico annuale, contratti speciali e contratti d’ausiliari. Lorenzo Jelmini, Segretariato cantonale OCST

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