
Onorevole signor Sindaco, Onorevoli signori Municipali,
destano non poche perplessità negli ambienti politici e tra l’opinione pubblica le note vicende sindacali che caratterizzano il Casinò di Lugano, di cui l’azionista di maggioranza è la Città di Lugano, e che hanno portato nelle scorse settimane alla disdetta del contratto collettivo di lavoro. Risulta peraltro che tale decisione non sia neppure stata preventivamente annunciata al Municipio.
L'acuirsi dei toni e del confronto tra direzione e sindacati ha messo in luce le difficoltà dei responsabili del Casinò e del sindacato a gestire i loro rapporti. Ciò deve preoccupare e far riflettere la Città, ovvero l'azionista di maggioranza poiché essa assume il maggior rischio tanto dal profilo economico quanto per l'immagine istituzionale che riflette a livello pubblico. Considerata la delicatezza della situazione, considerato l’interesse del Comune di Lugano ad affrontare e risolvere al più presto i conflitti, siamo dell’avviso che, prima di arrivare alla rottura dei rapporti con i sindacati con la disdetta del contratto collettivo di lavoro, si sarebbe dovuto avviare un tentativo di conciliazione tramite l’organo di mediazione previsto in queste situazioni conflittuali e comunque tramite un collegio arbitrale esterno alle parti. Non è stato fatto e ci rammarichiamo. Il conflitto sociale scaturito tra le parti preoccupa, tanto più che esso potrebbe causare effetti negativi sulla concessione federale per l’esercizio della casa da gioco, nonché sull’immagine della società e quindi, indirettamente, sull’immagine della Città.Preoccupazioni che erano già a suo tempo state sollevate attraverso alcune interpellanze, tra cui quella 5 febbraio 2008 sottoscritta da Paolo Sanvido, Angelo Jelmini e Simonetta Perucchi Borsa. Ora speriamo che la Casinò Lugano SA riesca al più presto a concludere positivamente la vertenza con i sindacati e che i dipendenti possano continuare a beneficiare di valide condizioni contrattuali. Speriamo pure che siano state o che vengano analizzate e discusse le situazioni denunciate dal sindacato, al fine di solvere i problemi Oltre a quanto esposto, ci s’interroga sui costi di consulenza ai quali la Casa da gioco deve far fronte. Oltre alla massa salariale (23 mio di franchi), tali costi si aggirerebbero sui 2,5 milioni di franchi che graverebbero sul bilancio del Casinò di Lugano, per consulenze varie e controlli, marketing e pubblicità, tutti compiti conferiti all’esterno.Per concludere; è fondamentale che le politiche imprenditoriali, finanziarie e del personale vengano decise con il coinvolgimento dell’azionista di maggioranza, la città. Le scelte operate in questo ambito, in effetti, devono avere come scopo importante quello di mantenere sano il tessuto economico e sociale del territorio, compreso quello lavorativo locale.
Ci chiediamo se il Municipio non sia stato sino ad ora latitante. Il dubbio è che non venga sufficientemente informato (significativo il fatto sopra riportato della mancata discussione preventiva della decisione di disdire il CCL) e che, quindi, i rappresentanti del Comune nel Consiglio di amministrazione della società, non rappresentino veramente la Città. Rimane poi sempre aperta la domanda a sapere con quali competenze e potere le istruzioni (nelle questioni fondamentali) debbano essere date dall’Esecutivo o dal Legislativo cittadino.
Visto quanto sopra indicato, chiediamo a codesto Lodevole Municipio:
1. di confermare che il Municipio viene (o meglio verrà d’ora innanzi) sempre e regolarmente informato su tutto quanto avviene nella società Casinò Lugano SA confutando così i dubbi di chi pensa che Casinò Austria (Suisse Zugo) si avvalga di un accordo privilegiato che impedisce la dovuta trasparenza sulla gestione di tale importante bene pubblico;
2. di esaminare per il tramite dei propri rappresentanti nel Consiglio di amministrazione se e per quale ammontare esistano consulenze esterne var
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

