
Se in passato il fiume Cassarate era percepito come un ostacolo allo sviluppo economico e demografico della Città, oggi vi è una consapevolezza diversa che ha portato a rivalorizzare e a rinaturare queste aree. I lavori di riqualifica della foce e la nuova passeggiata lungo il piano della Stampa sono un esempio concreto in questo senso. Entro la fine di quest’anno è prevista un’altra fondamentale tappa, forse meno tangibile, ma determinante per l’ecosistema fluviale: il completamento delle opere per il trasporto delle acque, oggi depurate dall’impianto di Cadro, a quello di Bioggio.
Ricordiamo che lo stabilimento di Cadro era stato gravemente compromesso da un alluvione nel 2001 e da allora funziona solo parzialmente. L’iter che ha portato a questa soluzione è stato piuttosto lungo ed abbastanza traumatico, dato che in un primo momento si era pensato ad un risanamento dell’impianto danneggiato per poi optare per il progetto sopracitato. I benefici saranno immediati e si tradurranno in un miglioramento effettivo della qualità dell’acqua. Quale contropartita avremo però una portata del fiume inferiore che, nei periodi di siccità, potrebbe rappresentare un problema soprattutto per la migrazione lago-fiume dei pesci (in particolare della trota lacustre e del cavedano).
Su questo aspetto i pescatori di Lugano si sono già attivati con gli uffici preposti al fine di studiare possibili soluzioni, la più attuale sembra quella di scavare un letto di magra nei punti più critici (per esempio alla foce) in maniera da poter garantire la mobilità dei pesci almeno durante il periodo riproduttivo. Si tratta di passi importanti nella giusta direzione, ma non ancora sufficienti, rimane infatti parecchio da fare e non ci si può permettere di abbassare la guardia, i recenti episodi di inquinamento sul piano della Stampa ne sono la testimonianza.
Lorenzo Beretta Piccoli
Consigliere Comunale a Lugano
Presidente Sezione Pesca Golfo di Lugano
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