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Lorenzo Bassi - Parola magica: cambio
Redazione
13 anni fa

Interrogazione parlamentareDopo l’episodio dell’annuncio di ricerca del personale solo frontaliere, la piazza commerciale di Chiasso si riaffaccia alla finestra della vergogna con un nuovo sfruttamento nel settore terziario. Due aziende assumono personale tramite agenzie di collocamento italiane per un’attività destinata alla clientela italiana, ma guarda a caso, sul territorio elvetico. La speranza è che sia solamente per questioni fiscali e burocratiche. Sottoposte al contratto collettivo queste aziende hanno fatto firmare un regolare contratto di lavoro. Fino a qui quasi tutto normale. Ma all’improvviso spunta un regolamento aziendale in cui si comunica che il pagamento del salario sarà effettuato in Euro e con un CAMBIO assolutamente improprio per utilizzare un eufemismo: Frs. 1,52 per un’azienda e Frs.1,44 per un’altra contro euro. Il guadagno per ogni dipendente può variare a dipendenza del grado di occupazione dai 300 ai 600 franchi al mese. E’ evidente come lo sfruttamento del settore terziario stia purtroppo prendendo una bruttissima piega e non solo per i lavoratori indigeni. Non è la prima volta che l’OCST denuncia queste situazione di bieca speculazione unicamente per fini pecuniari. Per ciò chiedo al Consiglio di Stato un repentino CAMBIO di rotta e in particolare chiedo: • quali provvedimenti intende intraprendere con queste aziende che nulla hanno a che fare con l’integrazione economica del Paese e men che meno con la complementarietà di lavoratori frontalieri ed indigeni? • come intende arginare questo tipo di sfruttamento che non giova né ai seri imprenditori né ai lavoratori che vengono sfruttati nel momento del bisogno? E più in generale: • quando intende mettere in atto delle serie misure d’accompagnamento al fine di evitare le speculazione citate più sopra? • quando intende indurre le ditte ad accollarsi precisi impegni sul fronte dell’inserimento dei disoccupati e di giovani, particolarmente nel settore terziario, sensibilmente penalizzati sulla zona di confine? Se queste sono le aziende che desiderano offrire al nostro territorio una partecipazione di crescita economica e sociale, ne facciamo a meno. Chiedo che il Consiglio di Stato CAMBI strategia e che si adoperi maggiormente per evitare che vi siano queste situazioni pericolose per il convivere sociale. Cordiali saluti Lorenzo Bassi Deputato PPD

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