
Un impegno costante per la scuola pubblica, per la difesa dei suoi valori e della sua qualità, nonché dell’efficacia dei servizi necessari per adeguarsi ai mutamenti della società ticinese. È questo, in poche parole, il compito che si è assunta l’Associazione per la Scuola Pubblica del Cantone e dei Comuni (ASPCC) negli ultimi anni.
Coerentemente con questa scelta l’Associazione ha sostenuto l’iniziativa “Aiutiamo le scuole comunali. Per il futuro dei nostri ragazzi” già nel 2009, al momento della raccolta delle firme, e ora è impegnata attivamente nella campagna in vista della votazione prevista in settembre, cioè 5 anni dopo la consegna di quasi 10’000 firme (quindi ben oltre le 7000 necessarie alla sua riuscita).
Nel frattempo alcune delle rivendicazioni contenute nell’iniziativa sono state proposte, integralmente o parzialmente, dal DECS e accettate dal Gran Consiglio; altre sono ancora sul tappeto… Fra queste due sono particolarmente significative e saranno oggetto di discussione durante la campagna: i servizi parascolastici (mense e doposcuola) e la riduzione del numero massimo degli allievi per sezione.
La generalizzazione di mense e doposcuola favorirà una migliore conciliazione fra lavoro e famiglia per tutti i genitori, eliminando quelle disparità nella fornitura di servizi oggi esistente fra le diverse regioni del Cantone: addirittura si dovrebbe parlare disparità fra i diversi comuni.
Solo la generalizzazione di questi servizi educativi, caldeggiata anche dalla Conferenza cantonale dei genitori, permetterà a tutti i genitori, e soprattutto a tutte le mamme (perché sono ancora generalmente le mamme – anche perché meno pagate - a rinunciare all’attività professionale), di conciliare l’attività lavorativa con gli oneri familiari. Occorre infatti ricordare che la maggioranza dei salariati non ha la possibilità di adeguare i turni e/o l’orario di lavoro alle necessità della famiglia.
La riduzione del numero degli allievi per sezione influirà positivamente sulla qualità dell’apprendimento, in quanto permetterà ai docenti di differenziare maggiormente l’insegnamento adattandolo alle capacità e alle necessità di ogni allievo. Nella nostra società in continua evoluzione si sono moltiplicate le richieste nei confronti della scuola, ma nel contempo l’istituzione deve integrare una popolazione scolastica sempre più variegata. Per essere efficace l’insegnante deve quindi modulare il programma adeguandolo alle possibilità di apprendimento di ognuno, il che presuppone una buona conoscenza dei propri allievi e delle loro capacità, in modo da ottenere la migliore riuscita possibile. Solo così il Ticino riuscirà a valorizzare il “capitale umano” che contribuirà allo sviluppo del nostro paese.
Loredana Schlegel,
copresidente Associazione per la Scuola Pubblica del Cantone e dei Comuni
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