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Loredana Schlegel - Basta con gli azzardi delle privatizzazioni
Redazione
13 anni fa

Se ne parla poco, ma domenica 22 settembre si terrà un'importante votazione in Ticino che riguarda un ambito relativamente poco conosciuto: le strutture carcerarie. Il 15 aprile 2013 il Gran Consiglio ha votato una modifica della legge cantonale sull'esecuzione delle pene e delle misure per gli adulti, introducendo la possibilità di privatizzare la sorveglianza delle persone sottoposte a fermo o a carcerazione amministrativa, come pure dei richiedenti l’asilo “recalcitranti”. La nuova norma permette di affidare a ditte private, all’interno e all’esterno del Penitenziario cantonale, la sorveglianza di queste categorie. Questa modifica della legge ha suscitato l'opposizione non solamente del nostro gruppo sindacale degli agenti di custodia cantonali, preoccupati per il degrado delle condizioni di lavoro e per la sicurezza, ma anche di altre forze politiche preoccupate in generale dalle conseguenze di questa privatizzazione. Un recente articolo del settimanale Il caffé porta alla ribalta un furto presso la Pramac di Riazzino, che avrebbe come protagonisti tre agenti privati. Nell'articolo si citano poi i problemi nei quali sono già incorse le agenzie private di sicurezza in Ticino, cioè ditte che vogliono realizzare profitti e per questo assumono spesso personale poco formato, abusando dei contratti a ore e quindi facendo capo solamente a persone costrette ad accettare paghe basse e incerte. La mia domanda è allora: vi sembra ragionevole che il Parlamento decida di inserire simili ditte nella sorveglianza carceraria? No, si tratta di un vero e proprio azzardo, che bisogna assolutamente respingere. Non a caso ben 9'000 cittadine e cittadini ticinesi (nonostante ne bastassero 7'000) hanno firmato il referendum lanciato contro la modifica della legge subito dopo la decisione del Gran Consiglio. Ora, in settembre, si tratta di fare il passo successivo, esprimendo un NO nella votazione cantonale per far cadere definitivamente la modifica di legge. Il NO permetterà di bloccare il processo di privatizzazione della sorveglianza carceraria e il rischio di privatizzazione di altri delicati settori della sicurezza. Per evitare pericolosi azzardi l'uso della forza deve essere infatti consentito unicamente ad agenti pubblici formati, che siano direttamente sottoposti alla sorveglianza dello Stato. Loredana Schlegel, presidente pensionati VPOD Ticino

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