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Licenziamenti Agie: 'È l'ennesimo segnale allarmante'
Redazione
18 anni fa
Lorenzo Quadri

Arriva in data odierna la pessima notizia di 44 licenziamenti all'Agie di Losone, oltretutto a quanto sembra si tratterebbe di persone difficilmente collocabili in quanto "over 50". Pare inoltre che dei 44 licenziamenti ben 40 interessino ticinesi e solo 4 frontalieri; un dato che, se confermato, costituirebbe l'ennesimo segnale allarmante delle conseguenze della libera circolazione delle persone per la manodopera residente in Ticino. Ovvero: i lavoratori residenti sono lasciati a casa in disoccupazione mentre a lavorare in Ticino rimane manodopera straniera. Una prospettiva che l'autorità politica si deve impegnare a combattere con "priorità 1". Chiedo pertanto al lodevole Consiglio di Stato: Corrisponde al vero che delle 44 persone licenziate da Agie, 40 sono ticinesi e 4 frontalieri? Come valuta il CdS questa proporzione, se confermata? È intenzione del CdS attivarsi, nel caso concreto, a tutela della manodopera residente? È intenzione del CdS, vista la crisi incombente, attivarsi con misure speciali a tutela della manodopera residente, che deve tornare ad avere la priorità su quella in arrivo dall'estero, soprattutto in vista di possibili, dolorose diminuzioni dei posti di lavoro in Ticino? Lorenzo Quadri, deputato Lega in Gran Consiglio

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