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L’Esecutivo di Bellinzona e il futuro dei nostri figli
Redazione
17 anni fa

Devo qui ritornare, ahimé – e non poteva essere altrimenti, dopo quanto ho dovuto udire e leggere in queste settimane di afa estiva che, necessariamente, deve aver obnubilato le menti di alcuni nostri concittadini eletti nell’Esecutivo della capitale, ma non solo! – in merito allo scriteriato intento del Municipio di Bellinzona teso a voler vendere alcune aree verdi di importanza vitale per la nostra comunità. In particolare per quanto riguarda il parco giochi di Galbisio. Nella visione sociopolitica - peraltro ristretta - contenuta nel messaggio dell’Esecutivo cittadino, la dismissione e lo scorporo di aree verdi di grande valore e valenza sociale, culturale, aggregativa, educativa e paesaggistica, per fini e ragioni meramente contabili ed economiche, sarebbero assolutamente lecite se non prioritarie; un mero negozio economico e/o uno scambio di valori commerciali diversamente appetibili, utilizzabili e fruibili fra parti sociali diversamente interessate! Prioritario per chi? Per il Comune che deve ora correre ai ripari dopo una gestione forse poco accorta, se non sprovveduta, delle nostre risorse? Ma allora siamo ridotti così male al punto da dover intaccare e compromettere il futuro stesso dei nostri figli, sacrificati sull’altare della politica turrita, ora tutta tesa a porre rimedio e riparare in fretta e furia i conti e i bilanci comunali? Se, per denegata ipotesi, così fosse, che si apra allora un vero e proprio dibattito pubblico con la popolazione tutta e con le istituzioni e i partner sociali; in modo che ciò finalmente si sappia e che tutti ne prendano coscienza (ma qualcosa in tal senso, forse, si sta muovendo, stando a quanto ho potuto leggere sulla stampa quotidiana; affaire à suivre!). Ma se così non fosse, beh, allora tutto cambia e la liceità dell’operazione diventerebbe sin da subito dubbia, molto dubbia. Nelle due ipotesi – evidentemente – la soluzione non è però quello che hanno voluto intraprendere, almeno fino ad ora, le autorità cittadine! Il parco giochi di Galbisio rappresenta infatti l’unica area aggregativa e sicura per ragazzi, bambini. anziani e adulti (giovani coppie con figli) di un quartiere molto popoloso che negli ultimi anni ha registrato una crescita esponenziale, per molti versi esplosiva. Alienare quest’area verde significherebbe condannare questi cittadini all’emarginazione e al degrado suburbano, annullando definitivamente e completamente la vita sociale e aggregativa di tutto il quartiere. Con grave, gravissimo pregiudizio e nocumento soprattutto per i moltissimi giovani e giovanissimi che con le loro famiglie ritrovano in quest’area il senso del vivere aggregativo, educativo, sociale, etico, psicologicamente responsabile e politico (nel senso nobile del termine) in una realtà per il resto sempre più a rischio, dissociata, egoistica, frustrante, alienante ed emarginante. Molti, pertanto, i dubbi dei cittadini, e non solo di quelli di Galbisio, intorno alle reali intenzioni e motivazioni dell’Esecutivo o, meglio, degli artefici di questo nuovo paradigma etico-politico e sociale o, forse ancora meglio, delle menti geniali ed incomprese (perché troppo avanti rispetto ai tempi e alle nostra limitate capacità di comprensione di “semplici ed ottusi” cittadini?) che sono riuscite a partorire questa idea e proposta. Orlando Del Don, presidente UDC Bellinzona Bellinzona, 26 luglio 2009 [Le opzioni dell’esecutivo di Bellinzona]

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