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Lega dei Ticinesi - AVS a 65 anni per le donne: la Lega non ci sta
un anno fa

La Lega dei Ticinesi esprime la propria contrarietà all’aumento dell’età AVS per le donne, decisa oggi dalla maggioranza del Consiglio nazionale, la quale si è accodata – come era prevedibile – al Consiglio degli Stati ed al Consiglio federale.

E’ evidente che l’AVS a 65 anni per tutti è solo un primo passo verso l’obiettivo “AVS a 67 anni”.

La Lega dei Ticinesi si oppone ad ogni aumento dell’età di pensionamento, in quanto incompatibile con l’attuale situazione sul mercato del lavoro nel nostro Cantone, gravemente degradata a causa della libera circolazione delle persone. Ciò vale a maggior ragione a seguito della crisi economica da coronavirus destinata causare ingenti perdite occupazionali, che si concretizzeranno in modo drammatico quando gli aiuti federali giungeranno a termine.

E’ un controsenso pretendere che i lavoratori rimangano sempre più a lungo sul mercato quando molti di loro, dopo una certa età, ne vengono “espulsi” anzitempo, magari sostituiti da frontalieri a basso costo, e senza alcuna prospettiva di trovare un nuovo impiego. Per queste persone un aumento dell’età della pensione equivale semplicemente all’umiliante prospettiva di dover trascorrere gli ultimi anni prima dell’AVS nel limbo dell’assistenza, dopo aver lavorato una vita.

L’AVS non va risanata aumentando l’età di pensionamento, ma tramite gli utili della BNS e tagliando sui contributi all’estero, sulla spesa dell’asilo e sulle prestazioni sociali a migranti economici.

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