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Lea Ferrari - Sì alla sovranità alimentare
Redazione
5 anni fa

I temi in votazione a giugno saranno cruciali per il futuro dell’agricoltura del nostro paese, tra di questi a livello cantonale vi è la modifica della Costituzione per inserire tra gli obiettivi sociali il principio della sovranità alimentare con la seguente formulazione: “Il Cantone provvede affinché sia rispettato il principio della sovranità alimentare in quanto ad accessibilità agli alimenti per una dieta variata, alla destinazione d'uso sostenibile del territorio e al diritto dei cittadini di poter decidere del proprio sistema alimentare e produttivo.” Il parlamento ha votato con un’ampia maggioranza questo testo, scaturito dall’iniziativa di Massimiliano Ay, deputato del Partito Comunista, e presentato in Gran Consiglio dal relatore Andrea Stephani dei Verdi. Alla luce della frattura che in taluni momenti del dibattito pubblico sembra emergere tra alcuni agricoltori e agricoltrici e alcuni consumatori e consumatrici, la sovranità alimentare ha il pregio di essere un’espressione condivisa del mondo agricolo che ha saputo raccogliere un appoggio trasversale.

Avremmo forse tutti e tutte desiderato che un cambiamento nell’agricoltura passasse da un percorso di confronto più sereno sulla base dell’alleanza tra consumatore/trice e produttore/trice che è nel cuore della sovranità alimentare. Con un deciso SÌ della popolazione per la sovranità alimentare il prossimo 13 giugno cominceremo da subito a ritessere le relazioni di tutti gli attori della filiera agroalimentare ticinese verso un obiettivo comune: un’alimentazione variegata, accessibile, prodotta localmente in maniera sostenibile nel rispetto delle specificità culturali.

Scriviamolo nella Costituzione: il cibo è un diritto, è economia, è ecologia, è cultura!

Nel concreto la sovranità alimentare potrà trovare molte applicazioni, tra di esse cito: ribadire l’importanza di Agroscope a Cadenazzo, quale avamposto della ricerca agronomica svizzera per gli effetti del cambiamento climatico sull’agricoltura alpina; il sostegno alle iniziative innovative e dinamiche quali l’agricoltura civica (o CSA), gli orti urbani, le mense a km 0, le reti di produttori e consumatori, i mercati contadini, ecc.; una convinta salvaguardia e il recupero dei terreni agricoli; un corretto riconoscimento del ruolo essenziale delle aziende agricole e una prospettiva di successione ad una nuova generazione di lavoratori e lavoratrici della terra.

Lea Ferrari, deputata in Gran Consiglio del Partito Comunista

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