
L’emergenza sanitaria da una decina mesi ha cambiato la vita a tutti. Dopo una pausa durante l’estate, dove pensavamo di esserci lasciati il peggio alle spalle, ci troviamo in pieno nella seconda ondata. Essa si prospetta più lunga della prima, visto il lungo periodo di freddo che ci aspetta.
In questo momento delicato e con l’avvicinarsi delle festività natalizie, per molte persone la solitudine si manifesta in maniera più forte. Le persone sole che prima avevano qualche contatto, magari per un caffè o qualche pranzo con qualche conoscente, si vedono quasi costrette a non vedere più nessuno per il bisogno di ridurre i rischi di contagio.
Sappiamo che prima dell’estate le case anziani hanno riaperto le porte ai parenti che, con le dovute precauzioni, hanno potuto vedere i propri cari e di seguito sono state permesse anche le visite in camera. Tuttavia, molte visite da parte di conoscenti si sono ridotte, le persone sono più sole dal momento che molti visitatori preferiscono evitare di metterle in pericolo proprio perché fragili e quindi più a rischio di complicazioni in caso di contagio. In questo modo, chi vuole proteggere la persona fragile al contempo, purtroppo, la lascia più sola.
Il 10 dicembre è stata lanciata dall’Ufficio federale di sanità pubblica una campagna di sensibilizzazione nazionale denominata Parlarne. Trovare aiuto. Lo scopo è sensibilizzare sul tema della solitudine per abbattere i tabù che circondano questo problema e presentare proposte di sostegno concreto per le prossime settimane che saranno particolarmente difficili. Pro Senectute Svizzera, unitamente a Croce Rossa, Pro Juventute, Pro Mentesana, Santé PSy, Caritas e al Telefono amico, è partner di questa campagna e si attiva nel concreto a sensibilizzare la popolazione sul tema e a promuovere diverse iniziative per far si che le persone siano meno sole in prossimità delle feste.
Sappiamo infatti che dalle disposizione cantonali e federali sono fortemente sconsigliati incontri famigliari allargati, specie se essi coinvolgono più generazioni. Per dirla breve, ognuno il Natale lo trascorrerà nella sua cerchia famigliare ristretta e chi è solo dovrà trascorrerlo da solo.
Da parte nostra, durante questa seconda ondata fortunatamente abbiamo potuto mantenere aperti, sebbene con una limitazione degli utenti, i centri diurni socio-assistenziali e terapeutici. Questo permette a chi è più fragile di poter frequentare un luogo adatto e di socializzazione anziché rimanere a casa da solo. In prossimità delle feste i centri permetteranno agli utenti di godere di momenti piacevoli in compagnia in un’atmosfera natalizia, nonostante le misure di protezione attuate.
Molte persone sole sono seguite dai nostri numerosi volontari, che in maniera regolare continuano a tener loro compagnia tramite visite a domicilio, accompagnando la persona a fare una passeggiata ma anche offrendo sostegno tramite contatti regolari al telefono. La paura di un possibile contagio in questo periodo può purtroppo giocare un ruolo importante e favorire la solitudine. Capita infatti che alcuni beneficiari di questo servizio rinuncino alla visita della persona incaricata per paura, rinunciando in questo modo a un contatto che poteva far del bene.
In vista della giornata di Natale, con diversi colleghi saremo impegnati a contattare telefonicamente persone che sappiamo trascorreranno questa giornata da sole. Una chiamata per uno scambio di auguri e due parole di conforto.
Il telefono può infatti essere un forte alleato in questo momento. Ognuno di noi può fare la differenza chiamando una persona che sappiamo si trova in difficoltà perché sola. Non esitiamo e non rimandiamo a domani! Quei cinque o dieci minuti dedicati a chi sta peggio, saranno sicuramente piacevoli anche per chi fa questo semplice gesto. Troppo spesso siamo presi dalla frenesia di tutti i giorni e diventiamo complici di un individualismo crescente, che non aiuta la collettività in questo momento storico molto delicato.
L’invito è rivolto anche a chi si trova in difficoltà: non esitate a contattare un’organizzazione o una persona di fiducia che possa aiutarvi. Chiedere aiuto significa riconoscere che abbiamo dei limiti e per farlo occorre un atto di coraggio, non va visto quindi come segno di debolezza. Chiedere aiuto è importante e facendolo si troverà sicuramente un interlocutore disponibile all’ascolto e a indirizzare verso chi potrà aiutare ad uscire da una situazione di disagio.
Laura Tarchini, responsabile comunicazione e marketing Pro Senectute Ticino e Moesano
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