
La “Weltwoche” del 12 marzo u.s., per la penna dei bravi giornalisti Alex Baur e Urs Paul Engeler, ha rievocato come andò a finire un tipico caso di “pseudo-scandalo” lanciato da un noto consigliere nazionale socialista e finito in un modo non molto commendevole per quest’ultimo. Tutto iniziò nella primavera 2003 quando il consigliere nazionale Andreas “Andy” Gross (quello del “Gruppo per una Svizzera senza esercito” per intenderci) con una tipica interpellanza vagamente diffamatoria chiese al Consiglio federale se fosse vero che la ditta Ascom corrompesse alti ufficiali e funzionari del DMF offrendo loro soggiorni lussuosi all’estero; Andreas Gross diceva di essere a conoscenza di tali fatti da fonte fededegna. La ASCOM sin dal secondo dopoguerra vende all’esercito apparecchi di trasmissione cifrata e, dall’inizio degli anni ’90 assieme alla ditta Omnisec AG, rifornisce l’esercito con un nuovo sistema di comunicazione. Qualcuno ora penserà: “ah, le solite combines degli appalti pubblici”. Sarebbe anche verosimile. Se non che, l’inchiesta – promossa con inusuale tempismo nell’estate 2003 dalla Procura pubblica federale – non portò a nulla di concreto e degno di nota: venne appurato che le due ditte avevano offerto ai funzionari in questione (con cui da anni avevano avuto a che fare nell’ambito appunto delle citate forniture) una cena e un biglietto per uno spettacolo teatrale all’Arena di Verona rispettivamente a Orange (Francia), notabene con le spese di trasferta e di pernottamento a carico dei “beneficati”. Come si vede, dunque, una cosa piuttosto irrilevante…….Il Tribunale di prima istanza tuttavia sentenziò una (lieve) condanna pecuniaria, che alcuni degli interessati accettarono, non valendo neanche la pena per così poco scomodare avvocati e giustizia d’appello. Altri condannati, per contro, decisero di fare ricorso contro detta sentenza e ottennero dalle Corti d’appello la piena assoluzione…..
Giunti a questo punto, si impone una prima considerazione. Il consigliere nazionale Andreas Gross deve godere di un grande prestigio agli occhi della Procura pubblica federale (o essere con la stessa ben connesso), se basta una sua interpellanza (poi ripresa con maggiore o minor rilievo dalla stampa domenicale e no) per scatenare un’inchiesta “di peso” da parte di detta Procura, con tanto di irruzione e arresto notturno di un dipendente della Omnisec AG sospettato dei fatti, seguita dal sequestro del suo computer (mai fino ad oggi dissequestrato), da interrogatori “sostenuti”, eccetera eccetera; al punto che il dipendente in questione, dopo lo “shock” di quell’arresto è andato in depressione e non si è più da allora riavuto completamente e vive tuttora in un sanatorio…..Procedure e metodi questi, sia detto con amabile umorismo, che – se anziché a funzionari del DMF o di ditte fornitrici del medesimo – fossero stati applicati, per esempio, a qualche appartenente di “movimenti giovanili autonomi” sospettati di aver apparecchiato dei danni nel corso di manifestazioni di piazza oppure a qualche richiedente l’asilo sospetto complice del terrorismo islamico, chissà quali proteste avrebbero suscitato. Questo già al momento dell’atto e, a maggior ragione poi dopo qualche anno, se e quando i fatti fossero stati ritenuti non comprovati o insussistenti da una sentenza di un Tribunale.
Il fatto è che certi parlamentari socialisti alla Andy Gross, da antichi critici del sistema divenuti nel frattempo influenti rappresentanti dello stesso, esercitano (legittimamente e talvolta anche indebitamente) il potere posseduto con maggiore disinvoltura e disprezzo di chi la pensa diversamente, di quanto non facessero in genere i detentori del “potere borghese” d’un tempo. Essi sono diventati personaggi temu
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