
Nonostante la qualità dell’aria sia migliorata negli ultimi vent’anni, essa risulta ancora insufficiente per alcuni parametri molto importanti. Il problema riguarda soprattutto i nuovi agenti inquinanti, la cui concentrazione è aumentata negli ultimi decenni e non accenna a diminuire. Aria più pulita? Il Dipartimento del Territorio ha affermato la settimana scorsa che la qualità dell’aria in Ticino è migliorata molto negli ultimi 20 anni. La concentrazione di alcuni agenti inquinanti, come ad esempio il diossido di zolfo o i composti organici volatili (COV), è effettivamente diminuita negli ultimi due decenni. Quello che ci si è dimenticati di sottolineare, è che questi miglioramenti sono in gran parte da attribuire a misure tecniche vincolanti adottate negli anni ’80, come la marmitta catalitica sulle autovetture per ridurre gli NOx o l'obbligo per l'industria petrolifera di ridurre il contenuto di zolfo nell'olio combustibile, una misura che permise di salvare i boschi dalle piogge acide (anidride solforosa). Situazione ancora difficile I Verdi sono ovviamente soddisfatti di questi importanti risultati, frutto di un'epoca in cui la volontà politica di tutelare l'ambiente era forte. Nel frattempo, purtroppo, questa volontà politica sembra esssere venuta meno. I risultati della nuova politica, basata più su misure di natura volontaria che su provvedimenti vincolanti, sono sotto gli occhi di tutti. Se per gli agenti inquinanti di “prima generazione” si sono raggiunti risultati notevoli, altrettanto non si può affermare per gli inquinanti “di nuova generazione”, come l'ozono e le polveri fini. Da anni le loro concentrazioni superano abbondantemente i limiti fissati dall’Ordinanza federale contro l’inquinamento atmosferico (OIAt). Ormai nemmeno le zone rurali si discostano più dalla tendenza e neanche le variazioni stagionali riescono più a contenere le emissioni dell’uno o dell’altro agente inquinante. Negli ultimi 13 anni… Analizzando con un po’ di attenzione i rapporti sulla qualità dell’aria dal 1995 ad oggi, ci si accorge che la tendenza delle concentrazioni di ozono, polveri fini e diossido di azoto è nella migliore delle ipotesi sta-bile. Le flessioni annuali sono da ricondurre a situazioni metereologiche più che a decisi interventi politici. Nonostante le continue e tranquilliz-zanti assicurazioni del Dipartimento del Territorio sui miglioramenti negli ultimi anni, la qualità dell’aria in Ticino rimane problematica. È ora di intervenire I Verdi da anni mettono in guardia contro i facili entusiasmi, creati tramite una lettura parziale della realtà. I Verdi chiedono di attuare misure sistemiche, preventive e incisive per migliorare finalmente la qualità dell’aria in Ticino anche per gli inquinanti di “nuova generazione”. I limiti delle blande mezze misure fin qui intraprese in merito sono sotto gli occhi di tutti: l’aria è tuttora inquinata. A rimetterci, naturalmente, è la salute della popolazione ticinese. È giunta l’ora di affrontare il problema con serietà e giudizio, senza paura di mettere in atto misure vincolanti, anche drastiche, magari ini-zialmente impopolari (come furono all’inizio quelle applicate negli anni ’80 e che oggi danno frutto) ma che, nel medio-lungo termine, possano realmente riportare i valori entro i limiti previsti dalla legge a beneficio di tutti. Greta Gysin, deputata Verdi In Gran Consiglio
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

