
Interrogazione - Penuria di infermieri localiIl settore sanitario è uno di quei settori del mercato del lavoro che sempre più spesso è al centro di polemiche. Se da una parte si denuncia la carenza di infermieri (in particolar modo locali) dall’altra, sembrerebbe che, malgrado la formazione sul territorio di un buon numero di neodiplomati l’anno, solo poco più della metà viene impiegata in Ticino. Certo, non tutti decideranno di intraprendere la propria carriera qui in Ticino, ma ci sarà anche chi deciderà di maturare una certa esperienza Oltralpe, acquisendo così anche nuove e differenti metodologie non usate nella nostra regione. Infatti un’altra importante questione è proprio quella degli infermieri altamente specializzati che vogliono far ritorno al proprio cantone di origine (e che sarebbero utilissimi per le conoscenze acquisite), i quali però apparentemente (?) incontrano in realtà sempre più difficoltà nel trovare un impiego, tanto da desistere a volte in tale intento. Se fosse reale, il non riconoscimento degli anni di esperienza maturati in un altro cantone e la conseguente offerta di un salario da neodiplomato, potrebbero abbattere moralmente anche il più tenace degli infermieri facendolo desistere dal far ritorno in Ticino. Un servizio televisivo della RSI (Falò – 2010), quindi nemmeno troppi anni fa, tornò su questo problema e la cosa che colpì, fu che la maggior parte delle intervista erano “schermate” perché avevano “paura”di non avere più la benché minima chance in futuro, se solo avessero detto a volto scoperto quante difficoltà c’erano nel trovare lavoro in questo settore. Tale servizio televisivo faceva altresì emergere quelle problematiche legate al tempo di riposo tra un turno e l’altro, fatto che non si limita nel settore sanitario agli infermieri, ma anche alla categorie dei medici i quali, secondo notizie apparse nei giorni scorsi sui media cantonali e nazionali farebbero anche doppi turni mettendo così a rischio oltre alla loro salute, anche quella del paziente stesso. Alla luce di quanto sopra riportato, chiediamo all’Onorevole Consiglio di Stato di voler rispondere alle seguenti domande: - Quanti sono oggi gli infermieri neodiplomati delle nostre due scuole ovvero: Scuola di Cure Infermieristiche cantonale e SUPSI? - Del numero annuale di infermieri neodiplomati quanti vengono assorbiti nelle strutture sanitarie pubbliche ivi comprese le case per anziani cantonali? - Il Cantone in questi due anni cos’ha fatto o cosa intende fare per ovviare al problema del non riconoscimento degli anni d’esperienza di infermieri diplomati maturata in altri cantoni? - Le 11h di riposo tra un turno e l’altro sono stabilite per legge; quali e quanti controlli sull’arco dell’anno attua il Dipartimento della Sanità? Lara Filippini (UDC) e cofirmatari
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