
Il Consiglio di Stato ha deciso nelle scorse settimane di attuare una riduzione del 2% sui salari dei dipendenti dello Stato per risanarne la loro cassa pensioni, che notoriamente non naviga in buone acque. Questa decisione ha scatenato il malcontento, notizia degli scorsi giorni, in special modo nei docenti del LiLu1, che se prima si lamentavano attraverso i media cantonali, ora son passati a tristi vie di fatto per ottenere una retromarcia su tale decisione. Essi infatti per far sì che venga mantenuto lo status attuale, non hanno trovato di meglio che sopprimere tutte le gite culturali, malgrado nello statuto del suddetto liceo sia iscritto come OBBLIGO. Passano pochi giorni ed anche alle Scuole Medie di Viganello, si ripresenta quasi il medesimo problema. Soppressione dei colloqui docenti-genitori fino a nuovo ordine! Facendo un amaro parallelismo sembra un divorzio tra due genitori, il DECS e i docenti, dove i figli (gli studenti) vengono usati come arma per averla vinta e “lasciare in mutande” l’altro. È mai possibile che gli allievi vengano messi nel mezzo di questa diatriba? Per questo motivo chiediamo al Consiglio di Stato: alla luce del regolamento del LiLu1, dove per iscritto vige l’obbligo di proporre gite culturali, per gli studenti cosa intende fare il CdS per riportare la legalità in questo liceo? Cosa intende fare il CdS per far si che vengano reintrodotti gli importantissimi colloqui docenti-genitori alle Scuole Medie di Viganello? Il CdS prevede di sanzionare coloro che non rispettano tali regolamenti? Se si in che modo? Come intende agire il CdS affinché non avvengano altri episodi del genere? Esiste anche per i docenti un codice deontologico o è pensabile la sua introduzione alfine di scongiurare in futuro simili incresciose situazioni? Lara Filippini, per il gruppo UDC
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

