
In ogni Comune, per quanto esso piccolo o grande sia è in corso un cambiamento o una trasformazione del territorio. Spesso le aree verdi e di divertimento lasciano spazio ad ampie costruzioni, posteggi e ad isole di cemento, e l’integrazione tra pubblica utilità e svago non sempre è vincente.
Negli ultimi anni però si fa sempre più strada una rinnovata sensibilità per la rinascita e il ripensamento degli spazi urbani, un impegno, che seppur risulti essere ancora minoritario, sta muovendo le coscienze.
Forse, va detto, questo sentimento comune sta prendendo via via piede tra la popolazione, perché può spesso risultare che l’offerta progettuale per una rinnovata qualità di vita non decolla, anzi diminuisce.
Il paesaggio e il territorio, sono beni di tutti, sono luoghi dove chi vi ha vissuto consegna alle future generazioni un’eredità e un’identità che non possono essere sacrificate sull’altare dei progetti fine a sé stessi: di cattedrali nel deserto ne abbiamo viste fin troppe alle nostre latitudini negli ultimi anni.
Chi come me si mette in gioco, con spirito di servizio per queste Elezioni comunali, dovrebbe a mio modo di vedere, avere la voglia di cambiare questa tendenza con progetti concreti e mirati e con una buona dose di sensibilità.
Se c’è qualità di vita, c’è benessere sociale e in un periodo contraddistinto da recenti pandemie, conflitti bellici, frenesia e ritmi serrati lavorativi, poter vivere il proprio Comune nei momenti liberi non ha prezzo. Ci sono luoghi, in Ticino, che hanno iniziato a lavorare su questo tema e dove la popolazione ne ha giovato, molto però resta ancora da fare.
Penso ad aree economiche o di pubblica utilità che possano essere rinverdite, a zone di svago che possano essere riqualificate e inserite nell’ambiente circostante come attrattrici di giovani e adulti, senza dimenticare le postazioni didattiche che raccontino il territorio ai nostri ragazzi.
Oggigiorno, si è forse un po’ persa - tra gli amministratori comunali - questa voglia di cambiare, ma non di certo tra la popolazione che la richiede a gran voce.
“Abbiamo sempre fatto così” ci ha insegnato un vecchio adagio, ora però sta a noi decidere se lasciare tutto com’è o far parte del cambiamento.
Christian Fini, candidato PLR al Municipio e al Consiglio comunale di Gravesano
Vicepresidente Associazione LEA-PLR

