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La politica delle Bolle di sapone
Redazione
17 anni fa
Nicoletta Mariolini

Le bolle di sapone spesso "vivono" solo per pochi secondi poi o scoppiano da sé o dopo il contatto con altri oggetti. Come piccoli pensieri scoppiano nell'aria non appena si fan troppo seri. Quale sarebbe il legame tra le bolle di sapone e la politica cittadina? Presto fatto per dirlo: l’occasione ci viene offerta dal primo compleanno di questa legislatura a dir poco tormentata. Chiudiamo gli occhi, riascoltiamo le tante cose che sono state urlate durante questo ultimo anno, pensiamo a quante se ne sono avverate o se ne sono realizzate … un esercizio facile, che ci aiuta a visualizzare tante, troppe bolle di sapone. La sequenza di alcune ultime vicissitudini ci illumina: una bolla di sapone scoppia e un’altra nasce, quasi a farci dimenticare le promesse appena fatte per cogliere la prossima illusione (perché talvolta di ciò si tratta!). Il “magnifico” progetto delle facciate del Conza ci aveva fatto credere che Lugano avrebbe visto nascere una nuova “fiera” dall’abito elegante. Non appena stava sfumando la sua realizzazione per volontà popolare, l’attenzione è stata spostata sul quartiere di Cornaredo, avviando l’ennesima contestazione. Presi di mira: i posteggi provvisori “a cielo aperto” promossi dal Cantone e il Dipartimento del territorio. La variante? Promotori privati luganesi dovevano prendere in mano la realizzazione di posteggi sotterranei. Tutto bene se non fosse stato per la clausola che il Gran Consiglio ha introdotto con tempistica e procedure non proprio apprezzate in quel della nostra Lugano. Profilatasi all’orizzonte la complessità dell’operazione (i privati avrebbero dovuto rispettare i criteri delle procedure degli appalti pubblici), il Municipio di Lugano traccia uno schema alternativo, ovviamente senza coinvolgere Porza e Canobbio, spostando la questione dei posteggi provvisori sotterranei nell’area per ora solo virtuale del polo integrato stadio/fiera. Sì avete capito bene! La campagna mediatica dello stadio da 100 milioni ha preso forma da un unico punto all’ordine del giorno della seduta municipale: i posteggi provvisori! La settimana successiva continua la discussione sui posteggi provvisori: si scarta la realizzazione dei progetti privati, si decide di optare per i posteggi “a cielo aperto” aderendo quindi al progetto cantonale (sì, proprio quello tanto contestato!). Solo a margine di questa discussione, senza alcun punto all’ordine del giorno, il Municipio viene edotto sulle prime apparenti verifiche pianificatorie (non edilizie, economiche o giuridiche) per tratteggiare alcuni ipotetici scenari di realizzazione di un nuovo polo stadio/fiera. È il 1° aprile 2009 (non è uno scherzo!) quando finalmente la questione dello stadio viene inserita formalmente nell’ordine del giorno del Municipio. Si delinea infatti il concetto di struttura multifunzionale multistrati, si propone di dare un mandato per verificare gli aspetti funzionali e logistici, la fattibilità pianificatoria, urbanistica e viaria e le modalità giuridico-procedurali. Di fronte alle proposte di risoluzione molte le mie perplessità: non una parola sul concetto di polo fieristico e dei suoi futuri costi, non una parola sull’impatto finanziario dell’investimento (quanto paga la Città rispetto ai privati?), nessuna informazione sui possibili investitori e, dulcis in fundo, nessun accenno alla valutazione dei futuri costi di gestione (ma dov’è il business plan?). L’impatto mediatico è unico e univoco: all’opinione pubblica si vende la struttura di uno stadio megagalattico. Guarda caso a forma di bolla di sapone. Facciamo attenzione che non ci scoppi in mano come, d’altronde, ci stanno scoppiando in mano anche i posteggi provvisori! Nicoletta Mariolini, Municipale Lugano 

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