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La CAT festeggia i suoi quindici anni della nascita
Redazione
19 anni fa
Da Costa Pedro Ranca

Come nasce la Comunità Africana del Ticino? La CAT è stata fondata per volontà degli Africani residenti in Ticino con lo scopo di formare un gruppo d’amici solidali con tutte le etnie già presenti, cosi come con tutte le persone interessate al continente africano. Ecco un dato di fatto, per cui fin dalla sua creazione, la CAT si è sempre impegnata di promuovere le conoscenza reciproca tra noi Africani e la Popolazione ospite ticinese, allo scopo appunto di agevolare il nostro inserimento socioculturale e innanzitutto una convivenza pacifica. In quanto tale, la Multiculturalità è nel contempo una sfida e una chance, con cui dobbiamo saper fare i conti. Va specificato che la lotta contro la discriminazione non prende in considerazione unicamente la popolazione straniera, ma ogni gruppo o persona che, per le sue caratteristiche, è oggetto di discriminazione. Combattere la discriminazione significa quindi anche accettare l’altro, il diverso, lo “straniero”, inteso come estraneo al gruppo. In estrema sintesi combattere la discriminazione vuol dire non porre le diverse culture in contrasto gerarchico, abbandonare l’idea della superiorità di una cultura sulle altre, per cercare nella diversità una fonte di arricchimento, di crescita sotto tutti i punti di vista : culturale, individuale, ma anche economica e sociale. “L’integrazione non è un processo amministrativo che riesce automaticamente” : essa richiede “un impegno comune” del mondo politico e della società affinché tutti abitanti del paese possano beneficiare delle stesse opportunità. L’immigrazione non deve essere vista solo come una “minaccia” o un “costo”, ma anche come un “arricchimento”. Per ciò, la CAT reitera presso le nostre Autorità municipali e cantonali, la sua richiesta di creare delle condizioni per permettere alla Storia dell’Africa di entrare nelle Scuole, informando e formando gli insegnanti, operatori sociali sulla problematica. La Commissione cantonale all’integrazione degli stranieri e alla lotta al razzismo, all’inizio di questo anno ha riconosciuto il lavoro svolto dalla Comunità Africana del Ticino, nata nel Ticino nel 1992, attualmente composta da circa trecento Soci. La Commissione ha pure riconosciuto la validità del lavoro proposto e ha deciso di inserire nel suo programma il dibattito di Sensibilizzazione con le altre manifestazioni riconosciute cantonalmente: la giornata cantonale, festate di Chiasso, la giornata dei popoli di Locarno e il trasgurdi di Lugano. Con la Polizia cantonale, ieri il nostro rapporto con la polizia era purtroppo conflittuale. Oggi facciamo un altro passo nella giusta direzione, quella del dialogo che promuove la reciproca comprensione. Dobbiamo migliorare e approfondire le conoscenze reciproche, intensificare le comunicazioni, favorire le occasioni d’incontro, curare le relazioni, dissipare i pregiudizi e eliminare i sospetti. Stando ai preconcetti l’uomo di colore è sempre considerato una sottospecie umana, un delinquente, ladro, spacciatore di droga, dedito alla prostituzione, ignorante, ecc. Desideriamo essere giudicati per quel che siamo, non disprezzati per il colore della pelle. Numerosi datori di lavoro che annunciano un posto vacante precisano di non volere candidature da persone provenienti da determinati Paesi, da membri di determinate etnie, razze o religioni. Noi della CAT, crediamo lavorare sia un dovere per tutti. Integrarsi nelle ditte e nelle fabbriche per favorire una migliora integrazione sociale dei cittadini di nazionalità straniera.; il cui compito è quello di garantire il rispetto dell’uguaglianza dei diritti e delle opportunità di ogni gruppo sociale in ambito lavorativo e nella formazione professionale. Tale uguaglianza deve infatti essere assicurata sia dai poteri pubblici, sia dall’economia privata. Per noi, i Media sono dei canali di gestione e di distribuzione delle notizie verso la popolazione. La Comunità Africana del Ticino auspica che il messaggio d’integrazione e di coabitazione possa entrare ne

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