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Kevin Pidò - Il Primario, un settore importante
Kevin Pidò - Il Primario, un settore importante
Kevin Pidò - Il Primario, un settore importante
Redazione
7 anni fa

Oggi il nostro settore primario e agroalimentare svizzero è confrontato con sfide sempre più complesse, come non molti sanno il reddito di una famiglia contadina svizzera si attesta in media a circa 50'000 fr,/anno, in Ticino purtroppo anche meno.

Tra le “sfide” che tutto il settore primario deve affrontare c’è quella della scarsa attrattività dei giovani verso le professioni del primario, un segnale importate comunque può sicuramente arrivare dalla scuola agraria (scuola del verde) di Mezzana dove ogni anno vengono formati i giovani che intendono intraprendere una professione nel primario. A titolo di paragone nel 1985 le persone coinvolte nel primario erano circa 9'000 ora poco meno di 3'000, quindi in circa 35 anni tutto il settore a perso il 75% di manodopera.

Oltre alla formazione il settore è sempre più “attanagliato” dall’eccesiva burocrazia che purtroppo non permette, come invece deve essere, di lavorare in maniere tradizionale dove il lavoro del contadino dev’essere quello di lavorare la terra, accudire il bestiame e non quello di compilare formulario per ogni evenienza.

La burocrazia in particolare nel settore primario, porta ad una aumento sconsiderato dei costi calcolando le molte ore che ogni persona coinvolta deve perdere inutilmente per compilare inutili scartoffie. Una soluzione concreta ed efficace e quella di un autocertificazione uguale e semplice per ogni azienda coinvolta.

Altro tema assai complesso e sicuramente quello dei grandi predatori, lupo ed orso per intenderci, oggi siamo arrivati ad un punto di non ritorno, la presenza del lupo sulle nostre montagna e non sono, vedi le predazioni dello scorso anno sul Piano dei Magadino, è sempre più d’attualità. Come membro dell’associazione ticinese contro i grandi predatori (ATsenzaGP) ad ogni assemblea si nota come le predazioni in media siano sempre in aumento, tra il 2015 e il 2018 siamo arrivati ad 100 capi predati. La convivenza quindi con questa specie non è più sostenibile. Siamo arrivati purtroppo ad un punto dove l’unica specie da “salvare” è la popolazione di montagna ed in particolare la nostra importante tradizione alpestre ticinese.

Kevin PidòCandidato al Consiglio Nazionale per MontagnaViva

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