
Uno svizzero su due ritiene l'islam una religione pericolosa; infatti, secondo la fondazione tedesca che ha intervistato diversi cittadini di molteplici paesi europei, il 58% degli svizzeri lo ritiene una minaccia. In altre parole, si può considerare questo atteggiamento un rifiuto nei confronti di una realtà presente? Si parla di quasi 400.000 persone di fede musulmana residenti nella Confederazione, quindi si può affermare che 400.000 individui minacciano la Svizzera? La questione riguardante l'islam è tornata a far discutere con fervore dopo gli ultimi attentati che hanno colpito Boston e Londra. L'ultima dichiarazione sull'argomento è stata rilasciata dall' imam della moschea di Lugano, il signor Samir Jalassi, il quale ha portato l'idea di insegnare l'islam nelle scuole pubbliche ticinesi. Si parla di più di un miliardo e mezzo di musulmani distribuiti in tutto il mondo, sia in paesi totalmente islamici sia in paesi cristiani, laici, ecc. Purtroppo negli ultimi tempi questa religione è spesso stata denigrata e considerata violenta, soprattutto in seguito agli episodi avvenuti in Medio Oriente e in altri paesi del continente asiatico. Infatti il nome di Dio viene accompagnato da atti di violenza, omicidi e addirittura dalla guerra. Dio fa quanto gli è possibile per perdonarci, invece numerosi estremisti sono perennemente in cerca di un argomento per condannarci; per questo l'immagine è vista in modo così negativo. Questo estremismo purtroppo ha raggiunto anche il continente europeo. In questa occasione vorrei occuparmi in special modo dell'islam in Svizzera, tralasciando il contesto europeo. In un'occasione precedente ho menzionato l'ufficio federale della migrazione, secondo il quale i musulmani in Svizzera sono ben integrati e non pongono particolari problemi. Però ciò che sta accadendo in altre parti del mondo, tra cui il Medio Oriente, e gli ultimi episodi negli Stati Uniti e l'Inghilterra ha turbato la calma e ha nuovamente portato la questione concernente i musulmani in primo piano. Vorrei entrare nel pensiero di chi si sente minacciato dall'Islam: non si può negare che le immagini riportate tramite la televisione o i giornali contribuiscono ad accrescere la paura dei cittadini. Immagini di violenza, omicidi, maltrattamento e schiavitù secondo gli estremisti sono legate al nome di Allah. A dire il vero sono immagini che incutono paura anche a coloro che provengono da paesi di religione musulmana. Però questi fatti non possono essere strumentalizzati o generalizzati. Ecco perché, poter correggere quest'immagine e confermare che l'Islam è una religione che si basa sul bene e sulla pace, come tutte le altre, è compito dei musulmani che vivono in Occidente dimostrarlo con un'apertura verso la società e l'autorità, creando delle proposte e delle idee che possano aiutare in tal senso. Uno di questi suggerimenti è partito dall'imam della moschea di Lugano, Samir Jelassi, quando ha affermato esattamente ciò che segue: «È necessaria quindi una vera apertura nei confronti dell'islam, che può essere dimostrata attraverso diversi atti, come, per esempio, insegnando l'islam nella scuola pubblica». Questa proposta ha suscitato diverse polemiche, rese note dai mass media. Penso che l'imam non abbia voluto imporre nessuna idea, in quanto si trattava semplicemente di un suo punto di vista, il quale, come sappiamo, può essere giusto come può essere sbagliato. La disponibilità dei ticinesi di accettare un suggerimento del genere è molto scarsa, dal mio punto di vista. Ad ogni modo non è irrilevante il fatto che l'islam viene trattato, nella scuola pubblica, in modo non approfondito sotto il profilo storico. A questo punto vale la pena indicare la divisione dei credenti in Svizzera (fonte: Wikipedia): la maggioranza sarebbe rappresentata dalla Chiesa cattolica con 36,8%, seguita dalla Chiesa evangelica 28%, mentre, in percentuali notevolmente minori, al terzo posto si instaurerebbe l'Islam 4.5%, succeduto dalla Chiesa ortodos
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