
Le persone che hanno scelto di togliersi la vita nell'anno 2000 in tutto il mondo sono un milione; la cifra è destinata a raggiungere il milione e mezzo nel 2020, secondo un documento pubblicato dell'OMS (Organizzazione mondiale della sanità). È triste e allarmante. Secondo questa stima, nel corso del 2013 la cifra potrebbe arrivare a un milione e 350 mila circa. Invece il numero di tentati omicidi, secondo lo stesso documento, è molto superiore: fino a venti volte di più. Significa, svolgendo un altro calcolo, che ogni 40 secondi una persona si toglie la vita, mentre ogni 3 secondi qualcuno tenta il suicidio. A livello svizzero, secondo il sito del Club svizzero dei genitori, si verificano tra i 1.300 e i 1.400 casi di morte per suicidio all'anno. In questo caso bisogna notare che in Svizzera esiste anche il suicidio assistito: difatti nel 2012, l'associazione per l'aiuto al suicidio ha fornito le sue prestazioni a ben 500 persone che volevano togliersi la vita. Dunque si parla di un fenomeno che può colpire chiunque e ovunque, anziani e giovani, uomini e donne, ricchi e poveri, famosi, criminali, in luoghi pubblici, a domicilio e in altri posti. Cosa vuol dire suicidio? Dal latino «suicidium», significa procurarsi la morte in modo volontario e consapevole, è il risultato estremo e finale di una crisi persistente. Il suicidio può essere diviso in due categorie: il suicidio autonomo e il suicidio as-sistito. Con quest'ultimo si intende provocare la morte con l'aiuto medico, amministrativo o di qualsiasi altro genere, mentre il suicidio viene compiuto in modo autonomo senza nessun ausilio. Perché si arriva a questa scelta dolorosa? Sicuramente i motivi sono vari. Principalmente si tratta di problemi economici, sociali e psicologici, e queste ragioni sono legate ad una situazione mentale debole che permette di compiere questo gesto. Per esempio, dal lato economico, si può osservare la crisi che sta colpendo il mondo, la perdita commerciale e i disagi causati dal lavoro. Il lato sociale riguarda la vita sociale dell'individuo, che purtroppo, insieme al fattore psicologico, può essere la causa, oltre che del suicidio, anche dell'omicidio. Il lato sociale comprende il divorzio, la separazione dai figli, l'amore eccessivamente amplificato, la gelosia, il cyber-bullismo o più in generale il bullismo, che può essere la ragione principale del suicidio di diversi giovani. Invece il lato psicologico comprende la depressione, la solitudine, la mancanza di fiducia in se stessi, l'insuccesso ripetuto, che portano l'individuo a provare una sensazione di un'apparente assenza di una via d'uscita. Inoltre ci sono altre problematiche che possono rappresentare una motivazione che porta al suicidio, come il consumo eccessivo di alcol o la droga, che spesso vengono associati ad altri fattori. Dunque le ragioni sono molteplici, mentre la morte è una.Come è possibile limitare o prevenire questo fenomeno? Secondo il mio parere la cosa importante di cui dobbiamo essere a conoscenza, credenti e no, è che l'anima ci è stata donata da una forza, che sia il Signore per i fedeli o un'altra forza per gli atei, quindi non abbiamo nessun diritto di privarcene a piacimento. La seconda cosa necessaria è aiutare coloro che non riescono ad orientarsi, aiutarli a trovare soluzioni ai loro problemi. Da uno studio condotto in Italia risulta che gli individui a rischio di suicidio non vogliono metterlo in atto, desiderano invece continuare a vivere, però non riescono a trovare alternative. È necessario far comprendere a queste persone che un atto estremo di questo genere può causare conseguenze negative ai loro cari, famigliari e amici, anzi possono essere anche la causa di pensieri simili pericolosi. La responsabilità di prevenire concerne tutti: Stato, scuole, culti religiosi e mass media. Bisogna trasmettere il vero valore dell'anima e della vita. È
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