
Un paio di recentissimi eventi segnano un'originale differenza d'attitudine tra due movimenti giovanili di sinistra attivi nel nostro Cantone: da una parte la giovanile del Partito Socialista, rea, a detta del presidente dei Giovani Liberali Radicali Ticinesi Fabio Käppeli, di aver riposto scarsa fiducia nei giovani dando vita ad una festa senz'alcool, e dall'altra i giovani comunisti, balzati all'onore della cronaca per le gesta del loro coordinatore Samuel Iembo, finito nell'occhio del ciclone per aver proiettato – in occasione della Giornate Autogestite della Scuola Cantonale di Commercio – la controversa pellicola “A Serbian Film”.
Del resto è difficile dar torto all'opinione di Käppeli, che, va detto, è stata un vero e proprio fulmine a ciel sereno, in grado di illuminare letteralmente la scena: da parte sua una coerente postura liberale, ma anche la capacità di sottolineare una grave discrepanza in seno ai giovani socialisti tra parole e fatti. Una scelta simile – infatti – sarebbe passata inosservata se promossa da Generazione Giovani – le mature nuove leve democristiane - o da altri gruppi analoghi, per natura più propensi, in virtù di un paternalismo congenito, al divieto e al controllo sociale, ma non certo dalla giovanile di un partito sedicente progressista.Dall'altra, invece, una Gioventù Comunista piuttosto avvezza ad un certo tipo di uscite: gli esempi passati, tra preservativi, botellòn e quant'altro si sprecano.
Ma come spiegare una tale differenza d'approccio?Divergenze ideologiche? Una cultura politica differente?In parte è sicuramente così, trattandosi di due opzioni politiche molto diverse, a partire dal semplice fatto che da un lato troviamo una forza governativa, espressione – inutile girarci troppo attorno – dell'ordine costituito, mentre d'altro canto abbiamo un movimento di opposizione, fautore, per giunta, di una critica radicale al sistema vigente. E dunque anche alle sue regole, alle sue norme, alle sue convenzioni.
Ma forse c'è qualcosa in più. Qualcosa che è intimamente legata a due differenti modalità di concepire la politica a livello giovanile. E in realtà lo spiega in maniera piuttosto esaustiva la stessa genesi di questi due movimenti, ovvero la GISO e la GC.Se i primi vedono luce nel contesto di una campagna elettorale, all'insegna – in tutta sincerità – di una malcelata longa manus del partito adulto, i secondi si forgiano in maniera esattamente e diametralmente opposta: all'insegna di una lotta, durata anni, per l'indipendenza e il rinnovamento, che una vecchia guardia poco incline al cambiamento non aveva mai voluto concedere loro. Una lotta scontata di recente, per citare una delle ultime schermaglie di questo confronto, con l'espulsione dal partito nazionale della giovane sezione comunista ticinese...
In definitiva, un patrimonio genetico totalmente diverso. È la differenza sostanziale che vige tra chi viene da una storia barricadera, segnata dall'autonomia e da una spontaneità non priva di quel pizzico di sana sfacciataggine che è specchio sincero delle nuove generazioni, e chi deve fare i conti - perché forse lo vuole – con una gerarchia prestabilita, immutabile, a cui guardare con ossequio, e non con salutare – questo sì, più di qualsiasi divieto - senso di sfida. E se risulta difficile essere indipendenti dalle gerarchie del PS dovrebbe esserlo un po' meno affrancarsi almeno da Radix: in ogni caso non ne ce ne voglia Pelin Kandemir Bordoli, alla cui salute rivolgo un sincero brindisi!
Janosch Schnider, candidato al GC per la lista MpS-Partito Comunista
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