
Di ritorno dalle mie vacanze all’estero, mi sento in dovere – quale coordinatore del Gruppo contro la disgregazione di Gerra Valle - di commentare l’esito della consultazione sull’aggregazione Verzasca. Non mi soffermo sul voto negativo di Lavertezzo Piano, di cui il Gran Consiglio ed eventualmente il Tribunale Federale dovranno valutare la correttezza di un’aggregazione coatta, o – cosa mai capitata e quindi elemento di possibile sorpresa giuridica – di una disgregazione coatta: a questo stadio non è da escludere che la Valle potrebbe ancora comprendere la frazione di Lavertezzo Piano. Purtroppo è un dato di fatto che per Gerra Valle non sarà verosimilmente possibile rimanere unita a Gerra Piano, e ciò soprattutto per il voto favorevole alla disgregazione dei cittadini di Cugnasco. Si spera almeno che Gerra Valle non sia lasciata al suo destino dal nuovo Comune. C’è da chiedersi, comunque, se valeva proprio la pena, per Gerra Piano, aggregarsi con Cugnasco per poi vedersi sottratta e svenduta qualche anno dopo la frazione di Gerra Valle (per un importo misero di fr. 750'000, importo che - si spera - verrà almeno speso sul territorio di Gerra Piano…). Ciò renderà tuttavia più difficile, d’ora in poi, la convivenza fra gerresi e cugnaschesi in seno al Comune di Cugnasco-Gerra, unito ma diviso al suo interno. Per il resto, c’è poco da dire: la Valle ha voluto aggregarsi subito e alle condizioni impostele da Bellinzona, ossia con un sostegno finanziario ridicolo di soli 13 milioni di franchi, di cui solo 4 destinati agli investimenti. Tra qualche anno tale importo sarà già esaurito e per i verzaschesi, in condizioni finanziarie meno rosee per l’intero Cantone, sarà più difficile farsi valere e pretendere altro: del resto, la sola Valle conta già oggi solo 900 abitanti e con questa popolazione il potere contrattuale è nullo anche se la valle è unita… In fondo, leggendo i giornali, bisogna rendersi conto che, a bocce ferme, l’interessamento per la Verzasca e per questa sua scelta storica è stato scarsissimo. A parte il commentino dell’on. Gobbi e la presa di posizione di Jonathan Scolari, che non nasconde che “la Verzasca ha molti problemi”, non c’è stato nessun commento a livello cantonale. E` ovvio: per il Cantone conta di più un sindaco di Lugano che l’intera Valle Verzasca, anche se quest’ultima rappresenta il Comune più vasto del Ticino. Si spera solo che quei giovani verzaschesi così convinti ed entusiasti a festeggiare, e che finora non si sono mai impegnati per la cosa pubblica, d’ora in avanti sappiano dedicarsi anche al bene pubblico. Saranno in grado? Se son rose, fioriranno… Mr. Ivo Breschini, patrizio di Gerra Verzasca e coordinatore del Gruppo contro la disgregazione di Gerra Verzasca
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