
La mia esperienza di Sindaco in un Comune di valle mi insegna ogni giorno il valore del federalismo. Si tratta di un complesso sistema di regole che, malgrado abbia fatto grande la Svizzera, vive un periodo di crisi. Sul piano federale le regioni di montagna di tutta la Svizzera, come le nostre valli, si confrontano continuamente con iniziative politiche che si traducono in leggi e regole che – pensate per rimediare ai problemi delle regioni urbane – complicano la vita a molti Comuni periferici. Anzi, talvolta nel laboratorio della politica si confezionano soluzioni per mantenere le Alpi come una terrazza verde delle Città da preservare e imbalsamare.
L’iniziativa sulle residenze secondarie, i mille vincoli naturalistici o la ragnatela di norme edilizie sono solo esempi del peso che grava sullo sviluppo nelle valli. Spesso la realizzazione di progetti (o della propria casa) non solo diventa più onerosa, ma talvolta anche proibitiva. Non si tratta certo di sdoganare uno sviluppo selvaggio, e ci mancherebbe. Nelle convallerane e nei convallerani che ho avuto l’onore di conoscere in questi anni ho sempre percepito un alto senso di responsabilità e di rispetto verso il proprio territorio, consapevoli della preziosa missione di tramandare l’eredità paesaggistica ereditata dai propri avi. Ma spesso accerto però la loro frustrazione nel lottare con armi spuntate (risorse limitate rispetto a costi sempre più importanti) contro lo spopolamento delle Valli: è questa la vera piaga territoriale che bisogna combattere.
Sono convinto che un Comune, come il nascituro Comune di Verzasca, saprà combinare al meglio tradizione, tutela e sviluppo, senza svendersi a un’edilizia speculativa o a progetti incompatibili con il nostro contesto e la nostra storia. Occorre però che la politica, così come le autorità cantonali e federali, siano più sensibili e rispettose dell’eterogeneità del territorio. La grande densità abitativa e la scarsità di verde dei poli urbani non possono produrre mille cavilli giuridici che poi valgono anche per le valli, dove non si contano ormai più i salti mortali carpiati per realizzare opere che residenti e futuri residenti (merce rara!) vorrebbero per sé stessi, per i propri figli e i nipoti. Gli investimenti non possono dunque soffocare nella burocrazia, evidentemente a patto che siano ragionati, sostenibili e rispettosi del territorio, così da onorare un valore di cui dobbiamo essere tutti molto riconoscenti: la solidarietà fra Comuni benestanti e Comuni meno fortunati.
Il federalismo è un concetto pratico, e quando lo si maltratta le conseguenze sono molto concrete. Vero, ci sono iniziative intelligenti come quella del collega Sindaco di Maggia per rivitalizzare i nuclei storici. Spero però che a Bellinzona e a Berna la sensibilità per l’eterogeneità del territorio torni a orientare le scelte, prima che le valli diventino davvero una vetrina d’altri tempi.
Ivo Bordoli - sindaco di Vogorno e candidato al municipio del nuovo comune Verzasca per la lista Unione Verzaschese
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