Cerca e trova immobili
Ospiti
Ivan Belloni: Controllo dei siti inquinanti e contaminati
Redazione
16 anni fa

Nelle ultime settimane si sono verificati danni ambientali importanti come quello in Ungheria che a causa delle forti piogge ha provocato un inquinamento da metalli pesanti sia nelle acque che nell’aria perché non sono risanabili. In Ticino la frana del Valegion sopra Preonzo avrebbe potuto creare dei danni ambientali notevoli al territorio ed i cittadini, la discarica contaminata della ex-Miranco appena risanata dimostra che i costi per queste opere di risanamento ammontano a molti milioni di franchi, 9,6 mio solo per Miranco. La zona ex-Monteforno sulla quale sorgerà il nuovo centro intermodale è un sito inquinato che dovrà essere risanato. Il Cantone Ticino ha allestito, come previsto dalla Legge Federale sulla Protezione dell’Ambiente (LPAmb), un catasto pubblico dei siti inquinati che contiene indicazioni riguardanti l’ubicazione ed i dati principali relativi a questi siti e dovrebbe essere uno strumento d’informazione sull’inquinamento ambientale esistente per evitare che siti inquinati possano essere all’origine di minacce per l’ambiente. Da un’analisi della documentazione si rileva che i siti che sono a catasto non vengono controllati e sembrerebbe che un intervento del Cantone avverrebbe unicamente nel caso di catastrofe. La maggior parte dei siti inquinati e contaminati si trova sull’asse nord-sud del cantone anche perché la morfologia del territorio del Cantone non permetterebbe la costruzione di industrie in altri siti. Una catastrofe in una regione di questo tipo porterebbe a danni ambientali non limitati alla regione ma potrebbe interessare dunque tutto il Cantone. Alla luce di quanto esposto, mi permetto di interrogare il Consiglio di Stato a sapere: come mai non sono previsti controlli dei siti potenzialmente pericolosi ed inquinanti ? Alcuni dei siti si trovano in prossimità di zone abitate, la possibilità di inquinamento della falde acquifere è grande, alcuni siti sono stati costruiti più di 30 anni fa e non sono mai stati controllati? In caso di catastrofe chi assumerebbe i costi di risanamento ? Alcuni dei siti in particolare quelli sull’asse A2 e A13 sono di proprietà del Cantone e della Confederazione e sono in concessione ad aziende private, come è regolamentata la distribuzione dei costi? Chi pagherà i costi di risanamento del sedime ex-Monterforno? In caso di nuove aggiudicazioni il Cantone valuta l’impatto ambientale e sostiene progetti innovativi con basso impatto ambientale? Ivan Belloni, deputato PLR e Nadia Ghisolfi, deputata PPD

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata