
Il Cantone è comproprietario delle Isole di Brissago e ne sostiene parte dei costi (copre i salari del personale del parco). L’ingresso a prezzo intero al parco botanico delle Isole costa 8 Fr e ne costituisce la principale fonte di finanziamento. Il celebre parco botanico, importante risorsa turistica per il nostro Cantone, si estende su una superficie di circa 2.5 ettari. Esso ha cambiato gestione, e filosofia di gestione, nel 2004. Il “nuovo corso” suscita degli interrogativi, in quanto pare essere studiato a tavolino in base a criteri teorici, la cui messa in pratica non sembra aver giovato alla bellezza del parco. In tempi brevi, infatti, un buon numero di aiuole è stato spogliato delle piante pre-esistenti poiché queste, a quanto sembra, non rispettavano i parametri stabiliti dalla nuova gestione (ad esempio non crescevano nella zona ad esse destinate: piante americane nell’area riservata a quelle mediterranee, ecc). Alberi secolari e parecchie altre piante adulte di pregio sono state rimosse, pare per lo stesso motivo. Diverse aiuole sono di conseguenza rimaste spoglie, o sono state occupate da piante piccolissime. Il risultato, dal punto di vista dell’estetica, storico e quindi dell’attrattiva turistica, non può definirsi entusiasmante (vedi foto allegate). Il fatto di sopprimere alberi secolari, in un parco come quello delle Isole di Brissago, ha come conseguenza la perdita di una componente storica tutt’altro che irrilevante! Sono inoltre state di proposito messe a nudo delle rocce in precedenza (già dalla Baronessa St. Léger) ricoperte di terra e piante, senza che si comprendano i motivi di questa operazione, del cui risultato estetico sia consentito di dubitare. A quanto sembra sono stati anche trasportati artificialmente in loco dei sassi, per allestire nuove aiuole o meglio pietraie e tutto questo in mezzo al lago e nei pressi di uno stagno. In sostanza, dunque, la soppressione di piante preesistenti ha impoverito il parco e laddove queste essenze sono state sostituite, ciò è perlopiù avvenuto tramite nuove piantine, molto piccole, che non sono e non saranno per molti anni in grado di compensare la perdita. E’ del resto indicativo che per pubblicizzare le Isole vengano usate immagini che ritraggono angoli fioriti che ora non esistono più. In questo modo si suscitano però nel visitatore delle aspettative destinate a rimanere deluse, e questo non giova all’immagine turistica delle Isole. Questi abbattimenti e soppressioni di alberi che non rispondevano ai criteri della nuova pianificazione hanno senz’altro comportato delle spese rilevanti, di cui sarebbe opportuno conoscere l’entità. Interrogativi sussistono anche sulla durata del programma di restauro del parco: al proposito venne annunciato (cfr LaRegione del 20 ottobre 2007) che il progetto sarebbe terminato nel 2010 (anno in cui cade il sessantesimo anniversario della fondazione del Parco botanico del Canton Ticino), mentre sempre su LaRegione del 9 aprile 2009, si indica che il restauro terminerà nel 2012, ossia due anni dopo. Poiché anche il numero dei visitatori del parco non viene indicato sulla stampa in maniera univoca, ma sembra piuttosto che si “pecchi di ottimismo”, ed essendo il biglietto d’entrata la principale fonte di finanziamento delle Isole, è lecita la richiesta di cifre esatte. Fa inoltre parte del mandato della direzione delle isole organizzarvi degli appuntamenti culturali, al proposito però c’è chi segnala delle carenze d’informazione (vernice senza annunci pubblici nel caso dell’esposizione delle macrofotografie di Catryn Ydema; annuncio, con successivo annullamento oppure rinvio della giornata di studio patrocinata da Mediamus). Chiedo pertanto al Consiglio di Stato (in veste di comproprietario e finanziatore delle Isole di Brissago): come si è evoluta l’affluenza di visitatori alle Isole di Brissago dal 2004 ad oggi (cifre anno per anno)? Quante piante sono state sop
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