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Iris Canonica - I diritti individuali del modello elvetico bistrattati
Redazione
12 anni fa

A qualcuno piace lo Stato ficcanaso e inquisitore

I diritti e i doveri individuali e il rapporto di fiducia fra Stato e cittadino sono componenti fondamentali della nostra società e del cosiddetto “modello elvetico”, indubbiamente perfettibile, ma certamente ancora valido. È un modello di successo che, dopo aver portato al nostro Paese libertà e benessere, si sta ora incrinando, non solo per gli attacchi esterni, da parte di un’Europa sconquassata dai debiti pubblici e sulla via del declino e degli Stati Uniti che assumono spesso atteggiamenti arroganti, ma anche per i micidiali colpi inferti da attori interni.Mi spiego subito con alcuni recenti ed eloquenti esempi.

Iniziativa disarmista

Nel febbraio del 2011, il popolo svizzero ha respinto l’iniziativa disarmista, volta ad impedire ai militi di poter tenere l’arma d’ordinanza al proprio domicilio, ad introdurre norme restrittive per tiratori, cacciatori e collezionisti e ad implementare un registro generale delle armi da fuoco. Ebbene, nonostante il chiarissimo voto popolare contrario alla suddetta iniziativa, la consigliera federale Simonetta Sommaruga sta portando avanti la proposta di istituire un registro generale delle armi da fuoco, nel tentativo, neanche troppo nascosto, di omologare, fra le altre cose, le nostre leggi e le disposizioni in materia di armi alle normative europee. A fare le spese di questa palese violazione della volontà popolare sono nuovamente i cittadini onesti e non certo i criminali, che le armi, come sanno anche i paracarri della strada, se le procurano illegalmente sul mercato nero. Va altresì ricordato che l’acquisto e il possesso di armi è già regolato da precise e restrittive norme e non siamo quindi allo stato brado. Invece di colpire i delinquenti, con maggiori controlli alle frontiere, con un più accurato presidio del territorio, con condanne più severe per reati contro le persone e via di questo passo, si penalizzano e si disarmano i cittadini che hanno sempre rispettato le regole del nostro vivere comune. Avanti così che fra un po’ ne vedremo davvero delle belle!

Segreto bancario

Una nuova mazzata, proveniente dall’interno (non oso neppure chiamarlo “fuoco amico”, perché suonerebbe quasi come un insulto), al rapporto di fiducia fra Stato e cittadino, che caratterizza la nostra consolidata democrazia liberale, porta la firma di un’altra consigliera federale, quella di Eveline Widmer-Schlumpf che, non paga dei danni e dei cedimenti fatti finora, ha pensato bene nelle scorse settimane di lanciare la proposta di abolire il segreto bancario anche per i cittadini e i residenti svizzeri. Si tratta di un progetto che colpisce al cuore la protezione della sfera privata di tutti noi e che pertanto va ben oltre l’ambito meramente economico e finanziario. La demenziale sparata della ministra è stata per ora bloccata (una volta tanto!) dalla maggioranza dei partiti rappresentati in Consiglio federale, ma non c’è da farsi troppe illusioni, perché la signora ritornerà alla carica e se poi dovesse malauguratamente essere di nuovo rieletta in Consiglio federale nel 2015 allora, oltre al baratro, ci troveremmo sull’orlo degli abissi infernali. Alla maggioranza del PPD nazionale, che l’ha votata nell’Assemblea federale, sta ancora bene che la ministra continui a operare in questo modo?

Cittadino criminalizzato

Tutti questi tentativi di spingere lo Stato ad intromettersi pesantemente nella vita dei cittadini rappresentano un vero e proprio cambiamento di paradigma del nostro modello di società, poiché concorrono ad identificare il cittadino come un potenziale colpevole (di detenere illegalmente armi e di evadere il fisco, prendendo solo spunto dagli esempi citati poc’anzi), assegnando pertanto all’autorità pubblica maggiori poteri di controllo e di repressione.Per non parlare, poi, di quanto sta accadendo con la trasmissione dei nominativi dei collaboratori delle banche svizzere alle autorità statunitensi, un capitolo tristissimo e indecoroso per un Paese libero e sovrano.

Con la compiacenza di diversi rappresentanti dell’establishment elvetico, stiamo purtroppo seguendo la scìa di quanto avviene in molti Stati dell’UE, correndo così il rischio di essere costretti a dimostrare ad ogni piè sospinto la nostra innocenza in indagini dal chiaro sapore inquisitorio e criminalizzante. Come hanno fatto ben rilevare diversi analisti, dopo la caduta del muro di Berlino e l’apparente venir meno dei pericoli derivanti dai nemici esterni rappresentati dai blocchi, quali quello dell’Unione sovietica, gli equilibri geopolitici sono profondamente cambiati e negli ultimi anni sono i cittadini stessi ad essere assurti al ruolo di potenziali pericoli e minacce per lo Stato e, soprattutto, per chi rappresenta l’autorità dello stesso. Ecco dunque l’inasprimento fuori di testa di leggi e leggine in ogni ambito a danno, sempre e comunque, del cittadino. Su queste cose bisogna reagire e anche in fretta.

Iris Canonica 

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