Cerca e trova immobili
Lorenzo Quadri
Immigrazione: qualità al posto di quantità
Redazione
22 giorni fa
Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.

Il prossimo 14 giugno i cittadini svizzeri saranno chiamati a votare sull’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni di abitanti”, un tema che sta già suscitando un acceso dibattito politico e mediatico.

L'obiettivo dell'iniziativa è evitare che la popolazione svizzera superi i 10 milioni di abitanti entro il 2050. Dopodiché, il limite verrà adattato annualmente.

Negli ultimi vent’anni la Svizzera ha registrato l’arrivo di circa 1,8 milioni di immigrati. Oggi la popolazione residente straniera sfiora i 2,5 milioni di persone (oltre il 28% degli abitanti). L’immigrazione netta si attesta intorno alle 100.000 persone l’anno.

Un altro elemento rilevante riguarda il sistema d’asilo: dal 2000 sono state presentate in Svizzera circa 655.000 domande. Ma solo il 17% di queste è stata accolta. E l'80% delle persone che si trovano qui come asilanti è a carico dell'assistenza.

Eppure, il racconto mainstream denigra ogni tentativo di regolare l'immigrazione condannandolo moralmente ed inventandosi di sana pianta conseguenze catastrofiche. L’iniziativa "No ad una Svizzera da 10 milioni" non intende azzerare l’immigrazione: anche con il suo eventuale accoglimento, si stima che potrebbero continuare ad arrivare circa 40.000 persone all’anno.

Un punto centrale riguarda la narrazione economica. Secondo alcune posizioni sindacali, l’immigrazione sarebbe indispensabile per sostenere l’AVS. Tuttavia, anche gli immigrati invecchiano e, nel tempo, diventano beneficiari del sistema pensionistico.

Va pure ricordato che la crescita del PIL complessivo generata dall'immigrazione non si traduce in un aumento del benessere pro capite. Il prof. Reiner Eichenberger dell’Università di Friburgo rileva che in Svizzera la crescita reale pro capite è misera. Si colloca infatti allo 0,6%. Quindi: checché ne dica la partitocrazia, "immigrazione è uguale a ricchezza" solo per chi immigra.

A ciò si aggiunge l’impatto infrastrutturale: 100.000 nuovi residenti all’anno richiedono circa 50.000 nuovi alloggi - con conseguenze evidenti sul consumo di territorio e sulla pressione abitativa - ed altrettante automobili. Quindi il traffico aumenta e l'inquinamento pure.

Un altro tema riguarda il motivo dell’immigrazione: il 40% degli ingressi dall’UE avviene per motivi familiari, non lavorativi. E, tra gli stranieri che lavorano, solo il 20% è attivo in settori dove sussiste una carenza di manodopera residente.

E che dire della criminalità d'importazione? Ricordiamo che il 75% degli "ospiti" dei penitenziari svizzeri non ha il passaporto rosso. E che gli stranieri sono responsabili del 60% dei reati commessi in Svizzera, malgrado costituiscano il 28% della popolazione. La sproporzione è evidente.

L’iniziativa sui 10 milioni, ben lungi dall'essere un'eresia, riporta al centro una domanda fondamentale: quale livello di crescita demografica è realmente sostenibile il nostro Paese?

Il 14 giugno, votiamo Sì alla sostenibilità: basta eccessi! Qualità al posto di quantità.

Lorenzo Quadri - Consigliere nazionale Lega dei Ticinesi

I tag di questo articolo