
Il consigliere nazionale Lorenzo Quadri propone un decalogo a favore dell’iniziativa per limitare la popolazione a 10 milioni di abitanti sul quale qualche breve osservazione si impone.
1. Anche con l’iniziativa in vigore potrebbero continuare ad arrivare in Svizzera ogni anno 40mila persone (immigrazione netta). Vero. E allora perché imporre un limite nella Costituzione?
2. Il mantra dell’«immigrazione necessaria per rimediare alla carenza di manodopera» sarebbe farlocco. Le aziende sostengono il contrario, e forse ne sanno qualcosa. Se poi assumono stranieri invece di svizzeri, non di rado è per pagarli meno, come accade con i frontalieri, che con l’iniziativa paradossalmente cresceranno.
3. Nel nostro Paese il 60% dei reati è commesso da stranieri, che però costituiscono il 28% della popolazione. Non confondiamo mele e pere. La connessione tra persone che delinquono e persone residenti è sbagliata, perché molti delinquenti non hanno alcun permesso e quindi non hanno nulla a che fare con i limiti alla residenza proposti dall’iniziativa.
4. Il 52% dei disoccupati in Svizzera sarebbe straniero. I cittadini elvetici in assistenza sono solo il 32%; il 23% sono stranieri residenti permanenti e il restante 45% asilanti. Per quanto riguarda l’assicurazione disoccupazione, è notorio che essa è usata anche stagionalmente, per esempio dalla ristorazione, dove gli stranieri sono moltissimi, per cui i dati vanno scomposti e non mescolati. Inoltre non si dimentichi che senza posto di lavoro i permessi B decadono. Per quanto riguarda invece l’assistenza, è sbagliato considerare negli stranieri gli asilanti, perché sono un’altra categoria, hanno un regime speciale e perché, a meno di non riconoscere più sostanzialmente il diritto di asilo, non dipendono da flussi connessi con il lavoro. Ne deriva che gli svizzeri in assistenza sono la maggioranza.
5. Gli stranieri non salvano l’AVS. Se così fosse, con 2 milioni di abitanti in più in 20 anni, le casse del primo pilastro dovrebbero scoppiare di soldi. Invece, anche gli immigrati invecchiano. Le casse dell’AVS se la cavano malgrado l’aumento dei beneficiari, perché abbiamo avuto un bel numero di contribuenti in più: quel che è certo è che con molte centinaia di contribuenti in meno esse starebbero ben peggio di oggi.
6. Nel 2000 le ore di coda sulle autostrade svizzere erano 7.711. Nel 2024 se ne registravano oltre 55mila: vale a dire sette volte di più, con costi di circa 3 miliardi di franchi all’anno. Dopo Zurigo, il Ticino è il secondo cantone più colpito. Le code in Ticino le abbiamo anche per la presenza dei frontalieri. L’iniziativa scoraggia la residenza di stranieri e quindi l’effetto sarebbe un aumento proprio dei frontalieri e delle code.
7. Più abitanti uguale maggior consumo di energia e di risorse naturali. Verissimo. Ma da quando la destra di questo Paese si oppone alla cultura della crescita economica infinita ed ha mostrato interesse per il risparmio energetico, l’ecologia e le risorse naturali? Mai. Il tema, che è importante, va affrontato in maniera più articolata, non con facilonerie come quelle proposte dall’iniziativa, che non toccano il problema della sostenibilità nel suo nocciolo, ma lo usano solo a fini xenofobi e isolazionisti.
8. Immigrazione incontrollata vuol dire islamizzazione. Ammesso che i musulmani siano un problema, non si può non constatare che, visto che l’immigrazione più libera esiste solo con i Paesi dell’Unione europea, che non sono islamici, quella già oggi controllata non ha alcuna efficacia per limitare l’entrata di persone di fede musulmana.
9. «Immigrazione uguale ricchezza»… solo per chi immigra. Prima della libera circolazione delle persone, il PIL pro capite (che è la vera misura del benessere) cresceva dell’1,83% all’anno. Oggi siamo allo 0,6%. Il PIL, complessivo e pro capite, è cresciuto, ed è quello che conta. Il suo aumento annuo non dipende dal numero di persone, ma dalle congiunture economiche, comprese quelle marcate dalle crisi, come quella finanziaria di poco meno di 20 anni fa, come quella del COVID di 6 anni or sono o come quella connessa con le guerre in corso.
10. Rimediare alla denatalità con l’immigrazione si chiama «sostituzione etnica». Visto che si vuol concludere con le definizioni, diciamo che sostenere queste tesi si chiama «razzismo», che è purtroppo una delle cifre di questa iniziativa e di chi la propone.

