
Oggi, in Svizzera, tutti gli uomini devono prestare servizio nell’esercito, nella protezione civile o nel servizio civile. Le donne, invece, non hanno alcun obbligo. Questo sistema perpetua ruoli di genere ormai superati e dannosi: l’uomo forte al fronte, la donna in cucina o a occuparsi dei bambini.
Stereotipi che continuano a ostacolare una vera uguaglianza tra donne e uomini.
Sia la sinistra che la destra preferiscono mantenere questi schemi nella nostra Costituzione. Il gruppo parlamentare dei Verdi liberali è invece l’unico a rifiutare questo status quo e a sostenere con convinzione l’iniziativa per un Servizio civico universale.
L’iniziativa propone che tutti i giovani – donne e uomini – intorno ai 19 anni svolgano, per alcuni mesi, un servizio a favore della collettività: nell’esercito, nella protezione civile, nelle istituzioni sociali, nella cybersicurezza o nella gestione delle catastrofi naturali.
L’assegnazione avverrebbe in base ai bisogni del Paese, ma anche alle capacità, ai talenti e alla motivazione di ciascuno.
Quando gli uomini si impegnano nel sociale o nella cura, e le donne assumono ruoli di responsabilità nell’esercito o nella protezione civile, le mentalità cambiano.
L’uguaglianza non si costruisce con grandi discorsi, ma attraverso gesti concreti che trasformano la nostra cultura e il nostro modo di pensare.
Il Servizio civico rappresenta un passo decisivo in questa direzione.
Per queste ragioni sono profondamente convinta dell’importanza di questo progetto di società. Anche se non riguarda direttamente la mia generazione, ritengo essenziale rompere una volta per tutte gli stereotipi di genere, per garantire alle donne di domani la libertà, la dignità e le opportunità che meritano.
Sara Beretta Piccoli - Deputata in Gran Consiglio - Verdi Liberali
