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Paolo Balzari
Il referendum è riuscito, ora la parola torna a Bellinzona
Red. Online
9 giorni fa
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Ora è ufficiale: il referendum «Salviamo i nostri castelli» è riuscito. Le firme valide sono 3.738. La votazione popolare si terrà il 27 settembre 2026. Sono numeri importanti, certo. Ma dietro quei numeri ci sono soprattutto persone. Ci sono cittadine e cittadini che hanno firmato al mercato, nei quartieri, nei negozi, tra amici, in famiglia, sul posto di lavoro. Ci sono persone che si sono fermate ad ascoltare, che hanno fatto domande, che hanno espresso dubbi, preoccupazioni, speranze. Ci sono persone che, semplicemente, hanno scelto di non restare a guardare. Il referendum è stato promosso da Il Noce, insieme a chi ha condiviso la necessità di riportare una decisione così importante davanti alla popolazione. Lo diciamo con serenità, ma anche con chiarezza: questo risultato non nasce dal nulla. Nasce da un lavoro concreto, fatto sul territorio, parlando con la gente, spiegando le ragioni del referendum e raccogliendo una firma dopo l’altra. Non è stata una raccolta firme contro Bellinzona. È stata una raccolta firme per Bellinzona.

I Castelli sono parte della nostra storia

Perché i Castelli non sono un tema qualsiasi. Non sono solo un’immagine da cartolina, non sono solo un bene turistico, non sono solo un progetto amministrativo. I Castelli sono parte della nostra storia, della nostra identità e del nostro paesaggio quotidiano. Sono qualcosa che appartiene alla memoria collettiva di questa città e di chi la vive. Per questo abbiamo ritenuto giusto che una scelta così importante non venisse chiusa solo nelle sedi istituzionali, ma potesse essere discussa e decisa anche dalla popolazione. Il voto del 27 settembre non dovrà essere una resa dei conti. Non dovrà essere una guerra tra favorevoli e contrari, tra chi vuole valorizzare e chi vorrebbe bloccare tutto. Sarebbe un errore ridurre il dibattito a questo. La vera domanda è un’altra: quale futuro vogliamo per i nostri Castelli? Vogliamo un progetto davvero rispettoso della loro storia e del loro significato? Vogliamo che l’accesso a luoghi così simbolici resti il più possibile vicino alla popolazione? Vogliamo che la gestione di un patrimonio così importante sia trasparente, comprensibile e sentita dai cittadini? Vogliamo che Bellinzona possa discutere apertamente di ciò che riguarda uno dei suoi beni più preziosi? Sono domande legittime. E una città viva non dovrebbe avere paura delle domande.

Su un tema così importante è giusto votare

Il successo del referendum dimostra che in molte persone c’è il desiderio di partecipare. Magari non tutti la pensano allo stesso modo. Magari non tutti hanno firmato per le stesse ragioni. Ma tante persone hanno riconosciuto una cosa semplice: su un tema così importante, è giusto votare. Ed è proprio da qui che dobbiamo ripartire. Ora si apre una nuova fase. Una fase in cui serviranno informazioni chiare, confronto rispettoso e partecipazione. Come Il Noce vogliamo contribuire a questo percorso con serietà, senza slogan vuoti e senza trasformare il dibattito in una contrapposizione sterile. Chiederemo alla popolazione di ascoltare, leggere, informarsi, fare domande. Chiederemo di non fermarsi alla prima impressione e di non lasciare che siano altri a decidere al posto nostro. Perché il 27 settembre non voterà un comitato. Non voterà Il Noce. Non voteranno solo i promotori del referendum. Voterà Bellinzona. E questo, comunque la si pensi, è già un fatto importante.

Un grazie sincero

A tutte le persone che hanno firmato, raccolto firme, sostenuto, incoraggiato o semplicemente dedicato tempo ad ascoltare, va il nostro grazie sincero. Non era scontato arrivare fin qui. Ma firma dopo firma, incontro dopo incontro, Bellinzona ha dimostrato di voler dire la sua. Adesso il cammino continua. I Castelli sono parte della nostra storia. Il loro futuro merita di essere deciso insieme.

Paolo Balzari, Vice Presidente Il Noce

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