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Piero Marchesi
Il PLR predica bene, ma tassa come la sinistra
© CdT / Chiara Zocchetti
© CdT / Chiara Zocchetti
Redazione
7 ore fa
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Il voto del Gran Consiglio sull’attuazione delle iniziative sulle casse malati ha fatto cadere le maschere: quando c’è da scegliere tra tagliare la spesa pubblica e aumentare le imposte, PLR, Centro e sinistra finiscono nello stesso fronte.

L’UDC ha proposto una linea semplice nell’applicazione delle iniziative: rispettare il voto popolare senza nuove tasse e imposte. Prima si tagliano sprechi, privilegi e spese inutili. Solo dopo si può discutere d’altro. Ma questa strada, evidentemente, fa troppa paura a chi vive di Stato e che con i mandati pubblici alimenta il suo elettorato.

La scelta è stata un’altra: spremere ancora i contribuenti. E qui cade la maschera del PLR. L’emendamento decisivo, quello che ha introdotto l’aumento dell’imposta sulla sostanza e delle tasse del registro fondiario, è stato presentato dal capogruppo PLR Matteo Quadranti.

Non dalla sinistra. Dal PLR.

Il partito che si proclama amico dell’economia, della proprietà privata e del ceto medio ha servito alla sinistra l’assist perfetto per incassare nuove imposte. Una stampella, appunto. E nemmeno troppo nascosta.

Chi ha risparmiato una vita, chi possiede un patrimonio, chi compra casa in Ticino pagherà di più soprattutto grazie al PLR. Questa è la realtà. Il resto sono comunicati, slogan e promesse da campagna elettorale.

Il Centro, come spesso accade, si è accodato. Senza sussulti. Senza una linea di difesa chiara per i contribuenti. Alla fine, PLR, Centro e sinistra hanno marciato insieme: più Stato, più prelievi, più peso sulle spalle dei cittadini.

L’UDC non ci sta. L’applicazione delle iniziative approvate dal popolo non era in discussione, ma non doveva trasformarsi nell’ennesimo pretesto per aumentare tasse e imposte. Il Ticino non ha bisogno di nuovi balzelli. Ha bisogno di coraggio: tagliare gli sprechi, rimettere ordine nella spesa e smettere di considerare il contribuente come un bancomat.

I ticinesi se lo ricordino: liberali a parole, tassatori nei fatti. E quando la sinistra ha bisogno di voti per aumentare le imposte, sa sempre dove trovarli.

Piero Marchesi, presidente UDC Ticino

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