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Il mio invito alla popolazione di Chiasso: dateci fiducia, metteteci alla prova
Redazione
18 anni fa
Moreno Colombo

È per me un piacere ed un onore rivolgermi a voi tutti – per la prima volta – a nome delle autorità comunali, in occasione della cerimonia dello scambio degli auguri per il nuovo anno.Due sono per me i fatti salienti che hanno caratterizzato l’anno 2008. “Cambiamento” è stata la parola chiave che ha portato Barack Obama a divenire il primo Presidente di colore degli Stati Uniti d’America a dimostrazione che la gente ha fortemente voluto imprimere una svolta. In lui sono riposte grandi speranze ed aspettative che tutti ci auguriamo possano concretizzarsi a favore del Mondo intero. Anche il secondo fatto, questo purtroppo negativo, ha avuto il suo epicentro negli Stati Uniti e si è propagato in tutto il mondo. Mi riferisco ovviamente alla crisi finanziaria-economica in atto. Il 2009 si preannuncia quindi come un anno difficile, che deve essere affrontato con senso di responsabilità da parte di tutti e con la consapevolezza che le scelte da compiere avranno ripercussioni a lungo termine. Serviranno coraggio e saggezza, equilibrio e al contempo intraprendenza. Ma chi ha già qualche capello grigio in testa, sa bene che questa è la Storia …..esige impegno, costanza e fatica. Questa crisi potrebbe anche essere interpretata come l’occasione per una svolta, forse anche epocale. Se chi manovra le leve saprà imporre regole e una mentalità davvero innovativa sotto il profilo economico, sociale ed ambientale, da questa situazione potremmo uscirne perfino più forti e consolidati. La forza dell’Occidente e dei governi democratici, è il ceto medio, che vuole vivere nella tranquillità, vuole pace, sicurezza, educazione per i figli. Fondamentale sarà non impoverire il ceto medio, a vantaggio di una oligarchia di “ricchi e potenti”. Dobbiamo cercare con ogni mezzo di evitare l’aumento della disoccupazione, perché sta proprio qui il vero pericolo del momento….la perdita del potere d’acquisto di ognuno di noi! Un segnale chiaro lo dobbiamo fornire all’economia in generale, ma soprattutto ai fautori della globalizzazione. Per favorire la coesione sociale, dobbiamo impegnarci affinché la nostra società sia più equa, vale a dire in grado di ridistribuire la ricchezza tra le diverse fasce della popolazione. Sarà quindi probabilmente necessario abituarci, a vivere in maniera più semplice, a riscoprire il valore della sobrietà, che non significa rinuncia ma neppure eccesso. Basterebbe ricordarsi delle fatiche fatte dai nostri nonni per avere l’essenziale; basterebbe riflettere sull’inutilità di cambiare ogni anno l’automobile, il cellulare, il televisore, il PC oppure di acquistare per i nostri figli, subito e senza nessuna fatica, gli ultimi giochi elettronici. Oscar Wilde diceva che: “la felicità non è avere ciò che si desidera, ma desiderare ciò che si ha”. Potremmo adottare questa massima per l’anno nuovo! Se ci fermiamo un attimo a riflettere e pensiamo a noi stessi, oppure ai nostri cari ed a qualche amico possiamo vedere che non tutti sono felici, così come non tutti i ricchi e i sani lo sono. Una condizione che migliora sensibilmente le possibilità di essere appagati è la personalità, perché è la chiave che ci consente di riuscire ad essere felici anche se deboli, con pochi soldi o senza veri affetti. E la personalità è anche l’unico elemento sul quale possiamo agire direttamente, portando al nostro interno la comprensione che le ragioni della felicità o dell’infelicità non sono esterne, bensì interne a noi. Un’altra autodifesa dell’uomo è la sua straordinaria capacità di adattamento. L’essere umano è in grado di adattarsi alle menomazioni, alle costrizioni, alle difficoltà persistenti riuscendo a “dimenticare” la loro esistenza e giungendo a vivere una vita normale senza rilevare continuamente ciò che esiste di negativo. Questa capacità di adattamento, permette di vivere vite piene ai malati, ai portatori di handicap e, in genere, a tutti coloro che vivono esistenze in condizioni difficili. La gio

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