Cerca e trova immobili
Claudio Cattori
Il governo prende tempo sui rustici e concede una proroga
Redazione
3 anni fa
Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.

I rustici sono un retaggio culturale importante delle nostre valli, segno tangibile di quanto l’agricoltura e l’allevamento avevano un altro peso in Ticino. Rimangono ora spesso inutilizzati, dato che l’economia e la società sono cambiati, ma soprattutto a causa della eccessiva macchinosità delle leggi.

Chi si trova con un rustico, in particolare fuori zona, potrebbe decidere di riattarlo e poi di affittarlo, anche per breve tempo, oppure di crearne una struttura alberghiera, consentendo ai turisti di stare a contatto con la natura. Ma purtroppo, per farlo, anche per meno di 90 giorni l’anno (si pensi che per le case di vacanze l’occupazione media è di 150 giorni, dunque ben di più), serve inoltrare e vedersi approvata una domanda di costruzione. Tradotto: moltissimi ci rinunciano o si trovano sommersi di costi e carte che poi restano ferme per mesi e anni, con una perdita di possibili introiti e l’abbandono delle nostre valli.

Siamo alla vigilia delle elezioni federali e, come ho avuto modo di segnalare in altre occasioni, si assiste a un risveglio della politica sui temi legati alla montagna. Come già detto, a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. Voglio però augurarmi che la decisione del Consiglio di Stato ticinese di prolungare la proroga per cui si possono affittare i rustici per meno di 90 giorni senza domanda di costruzione non sia una manovra per prendere tempo, ma davvero una finestra che servirà per discutere in modo costruttivo con Berna su come trovare interpretazioni e modifiche a una legge che non ha senso.

La proroga, al momento sarà sino a giugno ed è arrivata probabilmente su pressioni anche del mondo turistico, che sottolineava il potenziale sprecato. Se è vero che il nostro Cantone ha ricevuto un premio come destinazione per il turismo del wellness, sarebbe un delitto scordare le nostre tradizioni e non sfruttare il patrimonio culturale, paesaggistico e enogastronomico delle regioni discoste.

Non permettere facilmente di affittare i rustici, anche per più di 90 giorni, significherebbe puntare ancora su uno sviluppo centripeto dimenticando il passato e togliendo offerte turistiche, indotto e dunque attrattività alle regioni discoste.

Non possiamo permetterlo. L’augurio di tutti coloro che hanno a cuore il destino delle valli ticinesi è quindi che la proroga non sia una manovra per raccogliere consensi, ma che sia il preludio a trattative concrete con Berna. Chi verrà eletto non potrà scordarsene!

Claudio Cattori

Movimento per le Valli del Ticino

I tag di questo articolo