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Il Centro sulla 52enne annegata, «È difficile comprendere il silenzio del Governo»
© Rescue Media
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Redazione
2 ore fa
L'Ufficio presidenziale de il Centro sul caso prende posizione sul caso della donna morta a Melide che aveva registrato le conversazioni con Claudio Zali, ma anche sul docente delle Scuole medie di Giubiasco arrestato per presunti reati sessuali ai danni di minorenni

«Quanto sta accadendo in questi giorni, non può essere accompagnato dal silenzio delle istituzioni». E ancora: «Di fronte a vicende tanto delicate, appare sempre più difficile comprendere l’assordante silenzio del Governo, e in particolar modo della Presidente del Governo, che attualmente detiene anche la responsabilità politica dei dossier di Polizia e della Magistratura». L'Ufficio presidenziale de Il Centro prende posizione in merito al caso della 52enne trovata morta a Melide e al caso del docente delle Scuole medie di Giubiasco. La donna, ricordiamo, aveva postato sui social le registrazioni delle telefonate con il consigliere di Stato Claudio Zali, che hanno portato alle dimissioni dello stesso dall'esecutivo cantonale, mentre il docente è stato arrestato lo scorso marzo per presunti reati sessuali ai danni di minorenni.

«È legittimo attendersi delle risposte dalle autorità»

«Di fronte alla perdita di una vita umana, il primo pensiero va alle persone che oggi stanno vivendo un dolore che merita rispetto e sensibilità», si legge nella nota. «Proprio il rispetto dovuto a questa tragedia impone di evitare speculazioni, giudizi affrettati o qualsiasi forma di strumentalizzazione politica. Allo stesso tempo, il Centro ritiene che quanto sta accadendo in questi giorni, non possa essere accompagnato dal silenzio delle istituzioni. Da giorni la cittadinanza apprende quasi esclusivamente attraverso i media notizie relative a vicende gravi e complesse. A quanto emerso in relazione ai recenti fatti che hanno coinvolto il Governo, si aggiunge anche il caso del docente delle Scuole medie di Giubiasco, sul quale le preoccupanti notizie riguardanti le segnalazioni che si sarebbero susseguite nel corso degli anni, sollevano nuovi interrogativi, ai quali è legittimo attendersi al più presto delle risposte da parte delle autorità competenti».

«Un silenzio assordante»

 «Di fronte a vicende tanto delicate, appare sempre più difficile comprendere l’assordante  silenzio del Governo, e in particolar modo della Presidente del Governo, che attualmente detiene anche la responsabilità politica dei dossier di Polizia e della Magistratura. Chiedere che le istituzioni si esprimano e facciano sentire la propria vicinanza al Paese, non significa pretendere che entrino nel merito di procedimenti in corso, né che anticipino le conclusioni della giustizia, significa chiedere a chi esercita responsabilità politiche di far sentire la propria presenza, di comunicare quanto può essere comunicato e di dimostrare alla popolazione che le sue preoccupazioni (più che lecite!) vengono ascoltate».

 

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