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Henrik Bang - Deflussi minimi, ci vuole trasparenza
Henrik Bang - Deflussi minimi, ci vuole trasparenza
Henrik Bang - Deflussi minimi, ci vuole trasparenza
Redazione
8 anni fa

Ho letto con particolare attenzione il contributo scritto del collega Giacomo Garzoli sui deflussi minimi pubblicato da La Regione sabato 16 febbraio e ritengo di dover portare qualche informazione complementare utile affinché il lettore si faccia una migliore idea. Il contributo del collega permette anche di meglio comprendere l’atteggiamento dei commissari liberali in commissione che dopo una melina durata qualche mese, nell’ultima seduta si sono schierati a favore del rapporto di minoranza e di conseguenza contro l’introduzione dei deflussi minimi.

La questione dei deflussi minimi si trascina da decenni e fa riferimento ad una legge federale del 1992. Mi preme segnalare che in Ticino si è arrivati ad una soluzione di compromesso: il minimo sindacale previsto dalla legge e che equivale principalmente a un rilascio maggiore di acqua – i deflussi minimi - nei periodi più sensibili, principalmente estivi. Per arrivare a queste conclusioni ci si basa su un approfondito studio scientifico, durato oltre 5 anni, che ha stabilito i bisogni d’acqua delle golene.

Nel suo contributo, Garzoli porta diversi temi per giustificare la posizione antiambientalista del suo partito e con il mio contributo desidero portare un altro punto di vista, più sostenibile e lungimirante.La sua prima ragione consiste nel fatto che non tutti i cantoni si sono ancora allineati alla legge federale e che il Cantone Vallese ha apertamente messo in discussione la legge federale. Questa motivazione mi sembra veramente debole anche per il fatto che il Ticino è l’unico cantone situato al Sud delle Alpi dove la siccità estiva è maggiormente presente. Di conseguenza un rilascio di acqua nei mesi estivi è maggiormente utile e incisivo per la salute delle nostre golene e dei nostri fiumi. Se andiamo avanti senza deflussi minimi, a breve, d’estate, nei nostri fiumi avremo pesci essiccati. Ricordo che delle 54 specie di pesci indigeni in Svizzera, 8 sono scomparse e ben 34 sono seriamente minacciate.

La seconda motivazione di Garzoli è molto confusa e consisterebbe nel fatto che con la rinuncia del 4% di produzione di energia nostrana saremmo automaticamente obbligati a importare energia sporca da fonti non rinnovabili.

Per prima cosa occorre ricordare che in Ticino vi è carenza di produzione di energia elettrica d’inverno, periodo in cui importiamo energia, e non d’estate ovvero un periodo in cui i rilasci dei deflussi minimi sarebbero maggiori e la produzione energetica ampiamente in esubero per cui d’estate esportiamo energia. Pertanto per il Canton Ticino non vi sarebbe nessuna necessità di importazione maggiore di energia semmai una vendita globale minore di energia rinnovabile sul mercato internazionale. Concordo pertanto con Garzoli quando afferma che sul mercato internazionale, a causa degli eventuali deflussi minimi in Ticino, avremmo 150 GWh in meno di energia rinnovabile. Contrariamente a quanto da lui sostenuto, non dovremmo per forza produrre energia a carbone come quella di Lünen di cui lui è stato uno dei più grandi sostenitori. In realtà questa energia pulita mancante è già compensata dalla maggior efficienza degli impianti indigeni, in particolare grazie alle turbine, progressivamente rinnovate. Oggi dobbiamo cambiare da subito la nostra mentalità e il nostro approccio perché - se proprio non riusciamo a risparmiare e consumare di meno - dobbiamo produrre l’energia in modo sostenibile e da fonti rinnovabili: lo dobbiamo ai nostri figli e alle future generazioni.

Concludo sorridendo perché proprio sabato scorso la presidente del Plr Svizzero Petra Gössi ha annunciato una “svolta ambientalista” in casa liberale, proprio nel momento in cui il Plr cantonale prende una delle decisioni meno ambientaliste degli ultimi anni.

Per rispetto delle nostre golene, dei nostri fiumi, della biodiversità, dell’ambiente e dei nostri giovani scesi in piazza per chiedere alla politica di tutelare l’ambiente, abbiate almeno la coerenza di essere trasparenti e di comunicare chiaramente che per voi le questioni economiche vengono anteposte alle questioni ambientali. Io contrariamente a voi voterò in modo convinto a favore dei deflussi minimi, un contributo concreto per il nostro ambiente.

Henrik Bang,Vicepresidente della Commissione energiaDeputato e candidato al Gran Consiglio per il partito socialista

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