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Henrik Bang - Alberello sì, alberello no? Naturale o artificiale?
Henrik Bang - Alberello sì, alberello no? Naturale o artificiale?
Henrik Bang - Alberello sì, alberello no? Naturale o artificiale?
Redazione
7 anni fa

Il tema del cambiamento climatico è sulla bocca di tutti. Per molti consumatori il fattore della sostenibilità è diventato un criterio indispensabile per l’acquisto. Anche nella scelta dell’albero di Natale è importante valutare alcuni fattori.

Nelle case svizzere nel periodo natalizio sono presenti oltre un milione di alberi di natale. Meno della metà sono però di provenienza svizzera e la percentuale degli alberi artificiali è in costante aumento. Molti cittadini sono convinti che la soluzione artificiale sia la migliore ma vi sono molti argomenti a favore di un albero naturale di provenienza indigena.

Gli alberi svizzeri sono ecologici

Un alberello durante la sua crescita, in media di 10 anni, assorbe circa 18 Kg di CO2 contribuendo alla produzione di ossigeno e al filtraggio di importanti particelle di polveri fini. Un albero di provenienza locale non deve essere trasportato per lunghe distanze e di conseguenza mantiene una fragranza e un profumo più intenso. A livello svizzero oltre 500 aziende forestali, vivai e contadini coltivano alberi di natale, un acquisto locale è un gesto a favore dell’economia locale. Gli alberelli provenienti dal bosco provengono da interventi di cure selvicolturali oppure da soprassuoli appositi coltivati ad esempio sotto le linee dell’alta tensione ove il bosco non può raggiungere altezze troppo elevate per non danneggiare le linee. A livello ticinese vi sono numerosi produttori tra cui il progetto dell’abete magico di Faido. Da una riflessione sulle possibilità di finanziare la ex-segheria patriziale nasce l’intenzione di vendere, durante il periodo natalizio, abeti coltivati in loco. L’idea prende spunto dall’attività svolta dal Comune di Zurigo, il quale da anni offre la possibilità ai cittadini di recarsi di persona al vivaio, scegliere l’abete di Natale che più piace, tagliarlo e portalo nelle abitazioni. Inoltre, i vivai zurighesi offrono la possibilità di acquistare gli alberi anticipatamente o durante i mercatini natalizi dei paesi. Lo scopo del prodotto è di riscoprire i “veri” valori del Natale. Il vivaio offre un ambiente festivo nel quale la famiglia al completo può recarsi per scegliere, tagliare e acquistare l’albero più adatto per la propria abitazione. Il trend della popolazione si dirige verso una maggiore e crescente sensibilità verso l’ambiente e la natura, dunque i cittadini sono più propensi ad acquistare un albero di Natale non artificiale. Inoltre, il progetto permette di ridurre al minimo il taglio delle piante, evitando così inutili sprechi.

Per il suo smaltimento esistono interessanti possibilità quali la combustione, che permette la produzione di calore, il compostaggio oppure un riutilizzo tramite le società di pesca per la creazione di importanti habitat di riproduzione dei pesci. Proprio questa seconda vita rappresenta la via più interessante. Le società di pesca di Lugano e Locarno, organizzano ad inizio gennaio la raccolta degli alberelli con un momento conviviale, ad esempio con una colazione offerta, gli stessi vengono poi posizionati dai sub in luoghi idonei poco distanti dalle rive. La riproduzione del pesce persico inizia a marzo quando i pesci depongono le uova che si attaccano ai rami, riproducendo proprio una sorta di albero di Natale. Il rischio è che le uova marciscano se non hanno un appiglio e che poi non si schiudano. Inoltre, il bosco subacqueo costituisce pure un rifugio dai predatori per i pesci appena nati.

Gli alberi importati

Un albero di provenienza estera assorbe durante la crescita la stessa quantità di CO2 di quello svizzero ma è ecologicamente meno sostenibile a causa del lungo tragitto che deve effettuare su camion per giungere in Svizzera. La maggioranza degli alberi importati proviene dalla Danimarca, Germania e Olanda dove vengono coltivati in piantagioni molto estese. Spesso questi alberi provenienti da una produzione di massa vengono tagliati molto presto e devono venir depositati temporaneamente in grossi impianti refrigeranti per mantenere una certa freschezza. Chiaramente il profumo ne risente, così come il bilancio ecologico.

Gli alberi artificiali

Alcune inchieste di mercato rilevano che l’alberello artificiale di plastica è sempre più amato, anche, e sorprendentemente a torto, per fattori ecologici. Innanzitutto per essere ecologico un albero artificiale dev’essere riutilizzato per più anni. Uno studio australiano ha dimostrato che un albero artificiale dev’essere riutilizzato per almeno 17 anni per raggiungere lo stesso bilancio ecologico di un albero naturale indigeno. Gli alberi artificiali necessitano di petrolio per essere prodotti in paesi lontani, prevalentemente Cina, ed hanno un pessimo bilancio ecologico perché necessitano di importanti quantità di combustibili fossili. Oltre a questo mancano i profumi naturali che contribuiscono a rendere il Natale magico.

Gli addobbi possono anch’essi essere naturali

Vale la pena fare una riflessione sugli addobbi da impiegare per l’albero di natale. Spesso gli stessi sono di materiale plastico o anche naturali (pigne dalla Cina) provenienti da paesi lontani. Non avete mai pensato di recarvi in bosco, assieme ai vostri figli, e raccogliere materiale naturale durante il corso dell’anno? Pigne, fiori, frutti, erbe, liane, pannocchie ecc. rappresentano una varietà interessante di addobbi. La legge forestale permette a tutti i cittadini di fruire, e questo malgrado il bosco abbia un proprietario, dei prodotti del bosco, quali funghi, bacche, castagne, rami e simili in modo gratuito e in quantità ragionevoli.

Il bosco Ticinese è lieto di poter offrire alberelli e addobbi naturali cresciuti in modo sostenibile ed ecologico, ora tocca a voi approfittarne.

Buon Natale e felice anno nuovo

Henrik BangPresidente di BoscoTicino

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