
Negli scorsi giorni nei media a sud delle Alpi sono state riprese impropriamente delle mie dichiarazioni rilasciate all’Aargauer Zeitung il 3 maggio. Le stesse sono poi state affiancate ed assimiliate a quelle di quattro editori svizzeri che hanno parlato di “sovra dotazione” del Ticino, richiedendo quindi lo smantellamento dei vostri secondi canali (LA1 e Rete 2). La mia posizione è di tutt’altra natura, ed il rispetto che ho nel mio agire politico per le minoranze, e in particolare per la Svizzera italiana, mi porta ad esporre pubblicamente anche a voi quanto ho detto effettivamente negli scorsi giorni ai giornali che mi hanno intervistato sulla questione dell’aumento del canone SSR-SRG-Idée Suisse. Anzitutto ho detto 1. che la SSR deve per prima cosa attuare nella Svizzera tedesca il progetto „Convergenza e efficienza“ e mettere a beneficio i risparmi previsti; 2. che il Consiglio federale deve, come peraltro già richiede una Mozione della Frazione socialista, togliere al più presto le restrizioni pubblicitarie per la SSR nel settore internet e 3. che il Consiglio federale deve riconoscere per il canone SSR la correzione della perdita del valore d‘acquisto dello scorso decennio, ma comunque almeno un aumento del 2-3%. Oltre a ciò, in merito al tema dei risparmi sui programmi, ho aggiunto 1. che chi si oppone alle proposte che ho esposto ai summenzionati punti 2 e 3 (o simili), provoca di conseguenza uno smantellamento dei programmi e ne porterà pertanto la responsabilità politica; 2. che se già devono esserci tagli ai programmi, non si debba solo parlare di „sovra dotazione“ nella Svizzera tedesca (vedasi Virus, Musikwelle, DRS 2), ma anche nelle altre regioni linguistiche della Svizzera, quindi anche in Ticino; 3. e infine che dei tagli ai programmi necessitano una modifica legislativa e quindi un dibattito politico sul servizio pubblico e la coesione nazionale, in quanto la legge sulla RTV prescrive „offerte equivalenti nelle tre regioni linguistiche”. In assenza di misure correttive a livello di finanziamento ci si vedrà costretti ad applicare dolorosi tagli che intaccheranno certamente la qualità dell’offerta della SSR, il più importante ente in Svizzera che fornisce un essenziale contributo alla coesione nazionale, oltre che allo sviluppo della cultura e della democrazia. Il mio intento e perciò lungi dal voler colpire il Ticino. Se però non si risolve adeguatamente il problema del finanziamento della SSR, allora non sono d’accordo che si tagli solo nella Svizzera tedesca. Possiamo quindi, care e cari amici ticinesi, andare a braccetto nel difendere le vostre e le mie reti 2. E anche i parlamentari borghesi che in questi giorni in Ticino si sono espressi a favore di Rete2 e di LA2 devono saper mostrare coerenza sostenendo il consolidamento finanziario della SSR; se lo faranno potremo condurre assieme la battaglia a difesa della SSR, della RSI e della coesione nazionale, il tutto al servizio della promozione culturale e politica del plurilinguismo in Svizzera. Su questo tema il sottoscritto, il PSS e il suo Consigliere federale Leuenberger parlano la stessa lingua. Vi ringrazio per l’attenzione. Lettera aperta alla Svizzera italiana di Hans-Jürg Fehr, consigliere nazionale ed ex-presidente del PSS
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