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Greta Gysin: rinnovabili, si investa in Ticino!
Redazione
15 anni fa

È notizia di questi giorni che AET ha fondato, insieme ad altre cinque società distributrici di energia, Terravent, Questa società avrà il compito di acquisire ed investire in parchi eolici europei. Ci si vuole assicurare impianti per una capacità totale di 100MW, con un investimento per AET stimabile intorno ai 50 milioni di franchi. Non investire nelle rinnovabili sarebbe irresponsabile sia a livello ambientale che economico, e la recente decisione del Consiglio federale di uscire dal nucleare non fa che rafforzare questa dinamica. Perché non farlo anche in Ticino, creando un indotto economico importante per la nostra economia e quindi uno stimolo per la creazione di nuovi posti di lavoro?Che in Ticino il sole splende più che altrove in Svizzera è cosa nota: un potenziale rinnovabile e non inquinante che meriterebbe molta più considerazione. Con un sistema di sussidi ben congegnato e spese aggiuntive molto contenute per il consumatore finale (circa 2.5 franchi al mese per nucleo famigliare), si potrebbero costruire ogni anno impianti fotovoltaici pari a 36MW. In quattro anni avremmo raggiunto una potenza di 145MW e una produzione di 167GWh per anno. Gli impianti rimarrebbero sul nostro territorio e creerebbero investimenti per ben 500 milioni di franchi nell’arco dei 4 anni, con un valore di produzione annuale di ca 60 milioni (167GWh * 350.-). Questi investimenti rimarrebbero in loco, a tutto vantaggio dell’economia ticinese e dei suoi posti di lavoro. Una proposta dettagliata in questo senso è al vaglio di AET. Sembrerebbe però che si preferisca aspettare che entri in funzione la centrale a carbone di Lünen e che venga creato il fondo per le energie rinnovabili. Ma come, durante la campagna non ci avevano assicurato che con il controprogetto si sarebbe potuto investire da subito nelle rinnovabili? Perché nell’eolico europeo si investe adesso, mentre per il sole ticinese si vuole aspettare ancora qualche anno?Il potenziale di produzione del nostro sole è grande: il Piano Energetico Cantonale lo stima attorno ai 360GWh per anno. L’interesse di diverse aziende elettriche provenienti da fuori cantone, che si stanno attivando per costruire da noi impianti fotovoltaici, dimostra quanto questa risorsa energetica sia importante. Qualche decennio fa la miopia politica portò alla svendita delle nostre acque, ora rischiamo di assistere ad una dinamica simile con il sole. Se errare è umano e perseverare diabolico, la politica energetica ticinese sta assumendo tratti sempre più satanici. Il mio auspicio è che AET e i partiti che si sono espressi per le energie rinnovabili e per investimenti in Ticino durante la campagna contro l’iniziativa per uscire dal carbone, rispettino ora le loro promesse. Voglio credere che la risicata vittoria dei fautori del carbone non fosse basata su parole vuote. Anche perché ne va del futuro ambientale, energetico ed anche economico del nostro Cantone.

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