
Mentre gli uffici della sanità pubblica si preoccupano dell’influenza suina, una nuova malattia molto più contagiosa e pericolosa si diffonde senza troppe resistenze: il populismo. Con la sua proposta di vietare i cimiteri musulmani ed ebraici, il presidente PPD Christophe Darbellay si dimostra particolarmente contagiato dalla malattia. Invece che impegnarsi nel nome della tolleranza e della convivenza pacifica tra le religioni, come nel frattempo perfino il Papa fa, con le sue infelici dichiarazioni Darbellay getta benzina sul fuoco. La votazione di domenica ha mostrato che la popolazione si sente insicura. Come solo migliori populisti sanno fare, Darbellay sfrutta questa paura per recuperare consensi nell’elettorato. L’opportunismo politico del PPD indigna i Giovani Verdi che respingono con decisione la discriminatoria richiesta di vietare i cimiteri musulmani ed ebraici. Come nel caso dell’iniziativa sui minareti, anche in questo caso non si tratta di risolvere una questione giuridica, bensì di escludere gli appartenenti ad altre fedi. Con la sua uscita Darbellay spara proprio in questa direzione e si inserisce quindi in una logica di confronto. Un comportamento simile, crea problemi invece che risolverne e fomenta l’incomprensione tra differenti religioni e culture. I Giovani Verdi si impegnano per la tolleranza e la libertà di credo e religione. Le religioni devono potersi manifestare nell’ambito di uno stato laico e di diritto. La convivenza pacifica tra differenti religioni e culture, può essere raggiunta solo con il dialogo e lo scambio interculturale. Il populismo di Darbellay provoca l’esatto contrario. Non dovesse rettificare le proprie dichiarazioni, i Giovani Verdi gli suggeriscono di togliersi i panni di pipidino per dichiarare finalmente la sua vera natura di democentrista. La buona notizia per il PPD è però che il populismo non è una malattia mortale. Auguriamo a Darbellay e al PPD una pronta guarigione. La cura migliore è un po’ si sano buon senso e un po’ di lungimiranza. Greta Gysin, coordinatrice giovani Verdi
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