
La notizia sulle trattative del Dipartimento del Territorio con la comunità montana Alpi Lepontine per importare rifiuti dall’Italia indigna i Verdi del Ticino. Le preoccupazioni degli ecologisti risultano confermate ancora prima della messa in funzione definitiva dell’impianto di Giubiasco. Ancorare nella legge il divieto d’importazione di rifiuti dall’estero è più che mai urgente. Se necessario tramite un’iniziativa popolare. Trattative con l’Italia Il Dipartimento del Territorio ha avuto contatti con la Comunità montana delle Alpi Lepontine (provincia di Como) in vista dell’importazione di rifiuti italiani da bruciare nell’inceneritore di Giubiasco. Il progetto si è bloccato a fine estate 2009 solo perché nella regione italiana vi è stato un cambiamento di amministrazione, secondo quanto riportava oggi il Corriere del Ticino. Due mesi più tardi (ma a più di un anno e mezzo dal deposito dell’iniziativa!) il Governo rispondeva all’iniziativa parlamentare per un divieto d’importazione di rifiuti sostenendo che tale divieto “non è sorretto da alcun interesse pubblico” ed è “inutile, dal momento che i dati a disposizione sul potenziale di rifiuti smaltibili presso l’ICTR mostrano che l’importazione non è necessaria”. Gravi menzogne sull’inceneritore Almeno due sono le gravi falsità che questa notizia fa emergere con chiarezza: in primo luogo, a dispetto di ciò che l’onorevole Borradori sostiene da anni, l’inceneritore è sovradimensionato. È questo il motivo che spinge il Dipartimento del Territorio e l’ACR alla disperata ricerca di rifiuti, poco importa se all’estero o agendo contro la differenziazione dei rifiuti (cfr. interrogazione Savoia 25 gennaio 2010). I Verdi da anni ripetono che l’inceneritore è sovradimensionato e che questo fatto inevitabilmente graverà sul tasso di riciclaggio, e quindi sull’ambiente e sulla salute dei cittadini. Questa posizione è sempre stata contestata dal Governo. Il secondo, gravissimo, fatto emerso da questa vicenda è che il Governo nella sua risposta alla nostra iniziativa parlamentare ha scientemente mentito a Popolo e Parlamento: mentre scriveva che il divieto d’importazione è “inutile”, trattava con la Comunità delle Alpi Lepontine un progetto di importazione di rifiuti. Il Consiglio di Stato non è più credibile Le menzogne del Governo non possono che indignare i Verdi che trovano confermate le loro preoccupazioni ancora prima che l’inceneritore sia entrato completamente in funzione. L’odierna presa di posizione del Dipartimento del Territorio non può certo tranquillizzare. I punti poco chiari in di questa vicenda sono ancora molti: se il Governo era convinto dell’impossibilità di smaltire i rifiuti italiani a Giubiasco, per quale motivo ha voluto raccogliere informazioni circa la produzione di rifiuti nella regione italiana? Per quale motivo ha impiegato ben 22 mesi a darne comunicazione ai richiedenti? È una coincidenza che la risposta del Governo alla Comunità Montana Alpi Lepontine sia arrivata 8 giorni dopo la risposta del Consiglio di Stato all’iniziativa sull’importazione di rifiuti? Se davvero il Dipartimento del Territorio non fosse interessato all’importazione di rifiuti dall’italia, gli scambi di informazione con la Comunità Montana Alpi Lepontina non avrebbero dovuto nemmeno cominciare! Lancio di un’iniziativa popolare Alla luce di questi fatti, ancorare nella legge il divieto d’importazione di rifiuti dall’estero è più che mai urgente e necessario. L’iniziativa per il divieto d’importazione di rifiuti dall’estero è ora al vaglio del Parlamento, dal quale i Verdi si aspettano un segnale nei confronti della popolazione ticinese, giustamente preoccupata per le conseguenze negative dell’incenerimento di rifiuti sulla salute e sull’ambiente. Se il Parlamento dovesse bocciare l’iniziativa I
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