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Greta Gysin - Daillon ricordi ai Cantoni gli impegni presi sulle armi
Redazione
14 anni fa

Interrogazione Il 13 febbraio 2011 l’iniziativa popolare “Per la protezione dalla violenza perpetrata con le armi” venne bocciata in votazione popolare. Durante la campagna i Cantoni promisero che entro un anno avrebbero messo in rete i loro registri delle armi, permettendone così la consultazione intercantonale. Ad oggi, due anni dopo la votazione, questa messa in rete non è ancora stata concretizzata e sembra anzi navigare in alto mare. La strage di Daillon ha riportato drammaticamente d’attualità la tematica, evidenziando ancora una volta la necessità di un maggiore controllo da parte delle autorità delle circa 2 milioni di armi da fuoco in circolazione in Svizzera. È fuori dubbio che una messa in rete e un miglioramento qualitativo dei registri cantonali delle armi sia nell’interesse della sicurezza dei cittadini. In considerazione di quanto sopra, mi pregio chiedere al Lodevole Consiglio di Stato: 1. Quante armi da fuoco sono registrate in Ticino ogni 100 nuclei famigliari? E quante si stimano essere le armi in totale, comprese quelle non registrate? 2. Quali passi ha intrapreso il Consiglio di Stato per incoraggiare i proprietari a registrare le proprie armi come previsto dalla Legge? 3. Quante armi vengono consegnate spontaneamente presso gli sportelli della Polizia Cantonale? 4. Il 21 novembre 2009 la Polizia Cantonale ha organizzato una raccolta centralizzata di armi e munizioni per i privati non più interessati alla loro conservazione. Che tipo di armi e in che quantità è stato raccolto? Il Consiglio di Stato intende organizzare nuovamente delle giornate di consegna volontaria? Se sì, come intende pubblicizzarle? 5. In diversi Cantoni si discute di indennizzare la riconsegna delle armi, sulla falsariga di quanto fatto negli anni settanta con la raccolta dei veleni. Il Consiglio di Stato condivide questa strategia? Intende implementarla anche in Ticino? 6. Per quali motivi la messa in rete dei registri cantonali delle armi non è ancora stata concretizzata? Perché la conferenza dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia ha impiegato ben due anni per accorgersi che la base legale per una messa in rete dei registri cantonali delle armi è lacunosa, e quindi segnalarlo all’Assemblea nazionale? 7. Nella discussione della Conferenza dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia che posizione ha assunto il Consiglio di Stato? Che posizione è stata difesa? E che ruolo intende coprire il Governo in futuro perché la messa in rete dei registri cantonali delle armi possa divenire una realtà a più presto? Per i Verdi, Greta Gysin

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