
Con due nostre interrogazioni (11 settembre 2008 – 194.08 e 15 giugno 2009 - 182.09) avevamo sollevato la questione della diversità di trattamento dei pazienti a dipendenza del tipo di assicurazione stipulata, camera comune, camera semi-privata, camera privata. Diversi fatti hanno motivato i nostri atti parlamentari: in alcuni cantoni della Svizzera gli ospedali avrebbero garantito la parità di trattamento - per quanto riguarda i tempi di attesa per effettuare un intervento chirurgico – tra assicurati in camera privata e assicurati in camera comune soltanto se questi ultimi sono disposti a pagare un contributo supplementare; una delle principali Cassa malati del nostro Paese ha diramato una pubblicità sotto il motto: “le piacerebbe poter scegliere liberamente il medico e avere maggior confort in ospedale? Ne seguivano le proposte: nel reparto comune “nessuna libera scelta del medico”; nel reparto privato e semiprivato “libera scelta del medico”. Questo modo di procedere, si rilevava nelle interrogazioni, è in netto contrasto , almeno per quanto riguarda il nostro Cantone, rispetto alle dichiarazioni e alle assicurazioni da sempre date da tutti i responsabili in materia, sia a livello dell’amministrazione cantonale, sia da parte degli assicuratori malattia. Essa, a nostro modo di vedere, sarebbe pure in contrasto con i principi sanciti dalla Legge sanitaria cantonale. La differenza di trattamento tra persone con diversi tipi di assicurazione dovrebbe limitarsi all’aspetto alberghiero. In nessun caso deve esserci una differenza nella presa a carico del paziente. Il Consiglio di Stato, nelle sue circostanziate risposte, ha negato che ci possono essere discriminazioni nel nostro Cantone riguardo ai tempi di attesa. Una tale discriminazione sarebbe pure in contrasto con la legge. Anche le convenzioni nel settore ospedaliero escludo la pratica del depositi di garanzia, sia negli istituti pubblici, sia in quelli privati. Tuttavia, nelle sue risposte il Consiglio di Stato afferma pure che “in base ai contratti vigenti i pazienti al beneficio di una copertura privata e semi privata sono, di regola, curati dal Primario. I pazienti a beneficio della sola assicurazione di base sono curati dal primario quando le esigenze sanitarie lo richiedono”. Il Consiglio di Stato ammette quindi che una discriminazione può sussistere, poiché proprio in uno dei momenti più delicati (quello della diagnosi) la presa a carico è diversa a dipendenza del tipo di assicurazione. Sempre secondo il Consiglio di Stato, il problema sarebbe tuttavia risolvibile soltanto a livello federale, per ragioni finanziarie e per non far perdere attrattività agli istituti ospedalieri ticinesi. Il CdS, dopo aver condiviso la preoccupazione, assicura che la questione sarà sottoposta all’attenzione della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità. I sottoscritti pur prendendo atto positivamente del presa di posizione del Consiglio di Stato ritengono opportuno non attendere una soluzione a livello nazionale, che potrebbe comportare tempi lunghissimi. Ricordano che la soppressione delle classi negli istituti ospedalieri ticinesi non costituirebbe una novità, poiché le stesse non esistono per esempio presso la Clinica psichiatrica cantonale. Sono tuttavia consapevoli che la soppressione delle classi in tutti gli Istituti ospedalieri pubblici e privati necessiterebbe di una modifica delle forme di finanziamento da parte degli assicuratori e probabilmente anche del Cantone, nonché nuove norme salariali per i medici specialisti, per poter garantire la qualità delle cure. Sempre secondo i sottoscritti questi non sembrano tuttavia ostacoli insuperabili. Ritengono invece che una simile situazione non può perdurare nel tempo poiché siamo confrontati con una diversa attenzione verso il paziente a dipendenza del tipo di assicurazione: una discriminazione inammissibile, come ha d’altra parte riconosciuto il Consiglio di Stato st
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

